La nota firmata da nove consiglieri accusa il sindaco: “La chiusura delle curve è una provocazione. Restituite dignità ai tifosi e alla città”
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La tensione attorno al futuro del Cosenza Calcio non accenna a placarsi. In una nota congiunta, i consiglieri comunali di minoranza accusano il sindaco Franz Caruso di aver tradito le promesse fatte ai tifosi e di non aver mantenuto l’impegno di restituire dignità alla squadra e alla città.
La contestazione riguarda la chiusura delle curve “Bergamini” e “Catena” allo stadio “San Vito-Marulla”, cuore pulsante del tifo organizzato. Secondo i consiglieri, si tratta di una decisione che “significa dimenticare il passato, ignorare il presente e cancellare il futuro”.
“Scelta che divide e provoca”
«Chiudere le curve – si legge nella nota – vuol dire cancellare ogni possibilità di ricucire il rapporto con i tifosi, già in rottura totale con il presidente Eugenio Guarascio. Noi siamo dalla loro parte».
I consiglieri affermano di aver verificato personalmente l’assenza di motivi strutturali che impediscano l’accesso agli spalti: «Il numero della capienza non è cambiato e non cambierà. È chiaro che questa è una scelta voluta dal club, un modo per creare ulteriori tensioni e provocare la piazza».
Nel mirino, oltre al sindaco Caruso, anche Pasquale Tridico, economista ed ex presidente dell’INPS, definito “amico caro della società”. I consiglieri lo invitano a farsi parte attiva per trovare una soluzione condivisa.
“Il Cosenza è dei cosentini”
La nota si conclude con un appello: «Auspichiamo che il sindaco Caruso e chi oggi sostiene il club riescano a ridare dignità al Cosenza, che è e resta dei cosentini».
La firma è dei consiglieri di minoranza: Francesco Caruso, Francesco Cito, Alfredo Dodaro, Giuseppe d’Ippolito, Francesco Luberto, Ivana Lucanto, Francesco Spadafora, Michelangelo Spataro e Antonio Ruffolo.