Il segretario Pietro Tarasi accusa: «Disservizi continui e gestione inefficiente della rete». Chiesto un confronto pubblico a Sorical e Comune
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Un nuovo stop idrico, l’ennesimo, sta alimentando tensione e proteste a Cosenza. A denunciarlo è Pietro Tarasi, segretario del Circolo di Sinistra Italiana dell’Area Urbana di Cosenza, che con una nota durissima punta il dito contro la gestione della rete e l’assenza di comunicazioni tempestive ai cittadini.
«Ancora una volta – scrive Tarasi – diverse zone della città hanno visto fermare l’erogazione dell’acqua per giorni, senza un’adeguata informazione e senza un preavviso utile a organizzarsi.»
Secondo il segretario, non si può più parlare di episodi occasionali o legati alla siccità. «Questi stop non sono più straordinari e non possono essere attribuiti a manutenzioni o eventi imprevisti» sostiene. Il problema, afferma Tarasi, sarebbe più profondo: «Pensiamo che il nodo sia nelle inefficienze della rete e nella sua gestione, affidata a manovratori che non hanno una reale mappa delle utenze. Nel tentativo di distribuire l’acqua secondo proprie impressioni, creano disservizi maggiori.»
Tarasi richiama la necessità di «una gestione centralizzata, monitorata e ingegnerizzata», capace di intervenire sull’intera rete «a partire dalla fonte e dai territori che essa serve».
Critico anche il riferimento all’utilizzo privato dei serbatoi di raccolta, che secondo Sinistra Italiana attenua la percezione dell’emergenza fino a quando la situazione non diventa insostenibile: «Come accade nella sanità – osserva Tarasi – supplire privatamente alle inefficienze del pubblico è ormai la norma. Ma così aumentano le diseguaglianze e crescono i costi che i cittadini sostengono per carenze strutturali dei servizi.»
Il circolo politico, insieme all’associazione Progetto Meridiano e al professor Paolo Veltri, ha chiesto da giorni un incontro a Sorical e all’amministrazione comunale di Cosenza per un confronto pubblico. «Serve un’operazione verità» puntualizza Tarasi, spiegando che al momento «non è arrivata alcuna risposta, mentre la situazione continua ad aggravarsi».
La denuncia riporta al centro del dibattito la fragilità cronica dell’infrastruttura idrica cittadina e la mancanza di coordinamento tra enti gestori e istituzioni politiche. Una questione che, ormai, riguarda non solo il disagio quotidiano, ma la tenuta complessiva dei servizi essenziali.

