C’è un filo invisibile che lega il movimento di un corpo sul palco al montaggio di un’inquadratura cinematografica. Per Francesco Rodilosso, talentuoso danzatore e regista originario di Cassano all’Ionio, questo filo si chiama coreografia. Il suo percorso, che lo ha portato dalle sponde dello Jonio fino ai palcoscenici di Milano e alle pagine di testate come Vanity Fair e Vogue, è una continua ricerca dell'essenziale. Apprezzato da icone come Carla Fracci, che ne lodò pubblicamente il talento, e vincitore di numerosi riconoscimenti (tra cui la civica benemerenza della sua città natale nel 2025), Rodilosso non ha mai smesso di considerare la danza come una forma di risposta immediata dell'essere. Oggi, la sua evoluzione artistica lo vede impegnato anche come creator digitale dove applica la disciplina del corpo alla grammatica del video. «Sostanzialmente l'elemento in comune tra video e danza per me è sicuramente l'elemento coreografico – confessa ai nostri microfoni – ,quindi, nella danza la coreografia è principale e anche nei video, le immagini le vivo come una sorta di coreografie tra di loro, sostanzialmente la ricerca dell'estetica, ma soprattutto dell'essenza e del significato

Questa ricerca di significato ha trovato la sua massima espressione in "Devota terra mia", un progetto video che sta riscuotendo un enorme successo mediatico. L'opera è un omaggio visivo e spirituale alla Settimana Santa di Cassano all'Ionio, un rito che per l'artista rappresenta molto più di una semplice tradizione: «Sì, è stato l'ultimo video dedicato alla Settimana Santa, principalmente al Venerdì Santo che sento in maniera molto, molto intima e profonda – continua a raccontarci l’artista - creato appunto da una sorta di suggestioni visive avute sin da bambino ed era un pò il mio desiderio realizzare un video perché l'avevo immaginato e devo dire sono molto soddisfatto del risultato, almeno per come lo immaginavo.» Nonostante la distanza fisica e i successi internazionali, Rodilosso ha mantenuto intatto il legame con la Calabria. Il video non ha solo spopolato sui social ma è diventato un ponte emotivo tra l'artista e la sua comunità confermando che l'arte, quando è sincera, intercede tra il visibile e l'invisibile. «Sì, devo dire che sta andando veramente bene, è un video che sta avendo un bellissimo riscontro mediatico, sto ricevendo tantissimi messaggi, soprattutto messaggi di emozione. Questo era l'obiettivo principale per me – conclude - perché come la vivo io, anche i miei conterranei, questa tradizione, questa cultura del Venerdì Santo è veramente sacra ed era fondamentale per me arrivare con le emozioni."

Oggi Francesco Rodilosso, co-fondatore di Create Danza e figura chiave del festival Ramificazioni, continua a essere un esempio per i giovani del Sud. La sua storia ci ricorda che per "volare", come fece nel celebre video virale realizzato durante il lockdown a Milano, è necessario avere radici profonde, capaci di nutrire ogni salto, ogni inquadratura e ogni emozione.