Quattro figli, una storia d’amore diventata simbolo: oggi la comunità si raccoglie attorno a Eugenia e Raffaella tra messaggi e preghiere
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C’è un momento in cui una storia privata diventa patrimonio collettivo. A Cosenza, quella di Eugenia e Raffaella è una di queste.
Le due donne, titolari di una nota attività cittadina, sono state le prime a coronare il loro amore con un rito civile nel Comune di Cosenza. Un passaggio che, al di là del valore personale, ha assunto negli anni una forza simbolica: la conquista di un diritto, il segno concreto di un cambiamento, il volto quotidiano di un amore vissuto senza riserve.
Oggi quella stessa comunità che aveva condiviso la gioia di quel giorno si ritrova unita in un sentimento opposto, ma altrettanto intenso. Eugenia è ricoverata in ospedale, in condizioni gravissime. Una battaglia improvvisa, durissima, che tiene con il fiato sospeso familiari, amici e cittadini.
Accanto a lei, Raffaella. Insieme hanno costruito una famiglia, crescendo quattro figli e portando avanti, tra lavoro e vita privata, un legame che molti in città riconoscono come autentico e solido. Una presenza discreta ma significativa, capace di lasciare un segno.
Il sindaco Franz Caruso, che le unì in matrimonio, ha voluto esprimere pubblicamente la sua vicinanza: “Ho sentito telefonicamente Raffaella e le ho espresso la mia più sincera vicinanza per Eugenia, che sta affrontando una battaglia durissima. Sono la prima coppia a essersi sposata civilmente al Comune di Cosenza, e ho avuto l’onore di unirle in matrimonio: un simbolo di amore e coraggio per tutta la città”.
Parole che restituiscono il senso di queste ore. Non solo una vicenda personale, ma un’intera comunità che si raccoglie attorno a una famiglia. Un appello silenzioso ma diffuso, fatto di messaggi, pensieri, preghiere.
Cosenza si stringe attorno a Eugenia. E attende.

