Nota congiunta dei primi cittadini di Santa Sofia d’Epiro e Tarsia: «Non possiamo accettare che cali il silenzio»
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«A oltre dieci giorni dalla disastrosa esondazione del fiume Crati, il nostro territorio è ancora ferito. Le immagini dell’acqua che invade case e attività non possono essere archiviate come un fatto di cronaca ormai superato. Ci sono famiglie che non sono ancora rientrate nelle proprie abitazioni, imprese che hanno perso tutto e non riescono ancora a ripartire, e noi Comuni costretti a stanziare risorse ingenti per fronteggiare l’emergenza». È quanto dichiarano i sindaci di Santa Sofia d’Epiro Atanasio Sisca e di Tarsia Roberto Ameruso.
«Possiamo accettare tutto, ma non che cali il silenzio. Chiediamo con fermezza alle autorità competenti risposte chiare e tempi certi sull’erogazione dei ristori, sia per gli enti locali sia per i privati e per le attività economiche. Abbiamo accolto e gradito immensamente la solidarietà giunta da tutti i fronti ma ora servono davvero atti concreti.
I nostri Comuni sono stati impegnati su tutti i fronti, assumendosi responsabilità e caricandosi di oneri straordinari pur di garantire sicurezza e primi interventi e per questo non devono essere lasciati soli. È altrettanto inaccettabile che, oltre ai danni subiti, si debba pagare il prezzo di mancate manutenzioni, della scarsa pulizia del letto del fiume e della debolezza degli argini, circostanze più e più volte da noi segnalate.
Rivolgiamo quindi un appello forte e diretto a tutte le istituzioni sovracomunali: mantenere alta l’attenzione, garantire ristori rapidi e adeguati, sostenere concretamente famiglie e imprese. La ripartenza economica non deve essere rimandata. Noi continueremo a stare al fianco delle nostre comunità ed in particolar modo delle famiglie e delle attività economiche colpite - senza arretrare di un passo - finché non arriveranno risposte immediate, certe e adeguate alla gravità della situazione».

