Riceviamo e pubblichiamo l’intervento dell’associazione NoiSi sulla drammatica situazione economica che vive l’Italia a causa dell’emergenza coronavirus.

Si tratta di una vera e propria richiesta di aiuto, quella che l’Associazione NoiSi (Associazione Nazionale Operatori Impresa Sposi Italia), invoca a nome di intere famiglie che temono per il futuro della propria attività e del proprio paese. Imprese, appunto, di tradizione familiare che si apprestano a compiere mezzo secolo di vita, che oggi, se non troveranno un sostegno davvero concreto e immediato da parte del Governo e delle istituzioni, rischieranno di sparire in una nuvola di angoscia e sconfitta soprattutto morale.

Chiediamo l’attenzione di tutti, perché quello che sta accadendo va oltre qualsiasi fantasia, è un’emergenza umana, prima di tutto sanitaria, ma assolutamente anche economica. Il disastro colpisce tutti ma, purtroppo, il nostro Governo non ha gli strumenti per aiutare tutti. Il decreto “Salva Italia” salva, forse, pochi (e per poco) e lascia nei guai molti per sempre. Piccoli e medi commercianti, hanno poco da farsene dei congedi parentali e crediti d’imposta. Abbiamo bisogno di misure più concrete e di sicuro a lungo raggio.

Le prospettive di riapertura delle attività sono lunghe, previste a fine maggio e anche quando riapriremo troveremo un tessuto sociale spaventato, impoverito sia economicamente sia mentalmente e di certo non incline allo “shopping”. Quasi tutte le cerimonie, ed eventi in genere 2020 si stanno posticipando al 2021. Anche aprire a maggio ci procurerà solo “uscite senza guadagni”. La stragrande maggioranza di chi doveva sposarsi, difronte ai limiti, regole, divieto di assembramenti e quindi di emozioni, abbracci e baci, ha preferito tirare il freno a mano e procrastinare: sono 17mila i matrimoni cancellati tra marzo e aprile, 50mila quelli che secondo le stime salteranno tra maggio e giugno e non pensiamo ancora al periodo luglio-settembre che in realtà sono i mesi di picco delle cerimonie.

Se per spose, sposi, madri e invitati si tratta di un demoralizzante cambio di piano, chi di matrimoni ci vive sta messo molto peggio. La filiera fatta di imprese di abiti nuziali, catering, location matrimoniali, fioristi, fotografi, musicisti, noleggio auto e, tra gli altri parrucchieri ed estetiste specializzati – che ogni anno fattura in totale 40 miliardi di euro circa – è a terra, con una perdita Covid-19 stimata in 26 miliardi di euro e con la prospettiva di una ripartenza prevista nella fase tre, ma ancora avvolta nella nebbia, senza un calendario certo. E poi ci sono affitti, spese condominiali, stipendi, bollette ed F24 che non significa non pagarle più, torneranno indietro come boomerang. Abbiamo, come tutti, bisogno di essere tutelati.

Dobbiamo pagare i nostri fornitori (titoli, Ri.Ba), che a loro volta dovranno produrre e affrontare le loro spese. Senza flussi di cassa tutto ciò è impossibile. Scriviamo a Voi con cuore in mano per chiederVi di farVi da ambasciatori di chi, più “piccoli”, possono fare la voce meno grossa. Parlare per noi a chi può fare qualcosa, si può e si deve fare. Oggi avanziamo proposte che puntano innanzitutto a date certe per la riapertura e che avvenga in periodo di ripresa lavorativa, a finanziamenti a fondo perduto sulla base della diminuzione di fatturato rispetto allo scorso anno, alla sospensione per un anno dei contributi sugli stipendi dei dipendenti che, finita la cassa integrazione, dovranno tornare al lavoro (dove lavoro non c è).

Si pensa anche a un anno “Bianco”, cioè di sospensione di ogni tipo di tassazione che, senza fatturato, le aziende non sarebbero in grado di pagare. Oltre a invocare la possibilità di prolungamento della cassa integrazione per i dipendenti fino alla fine dell’anno, è umanamente impensabile licenziarli perché lo stato mi impone di aprire ed io non lavoro. E ancora, misure a sostegno degli affitti, e, tra l’altro a incentivi a fondo perduto per l’adeguamento degli impianti di condizionamento e di sanificazioni previsti dal Governo.

Si chiede di congelare fino alla ripresa effettiva, linee di credito in conto corrente, finanziamenti per anticipi su titoli di credito, scadenze di prestiti a breve  e rate di prestiti e canoni in scadenza. Nonché sostenere le aziende fornitrici affinché possano rivedere nei nostri confronti un piano di rientro economico consono in virtù della piena ripresa delle attività. Il matrimonio è fatto di emozione, condivisione, abbracci, speriamo di poter essere messi in grado, con la ripartenza, di garantirli. Senza mascherine, si spera. Dateci l’orgoglio di essere “italiani“.