A Catanzaro Cepero Aguilar: «Gratitudine dei calabresi per i nostri medici». Critica agli Usa e al blocco: «Esportiamo medicina e solidarietà, non bombe».
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«L’esperienza dei medici cubani in Calabria nasce da un principio di solidarietà che è intrinseco al popolo cubano». Lo ha affermato l’ambasciatore di Cuba in Italia, Jorge Luis Cepero Aguilar, intervenendo a un incontro a Catanzaro, spiegando che si tratta di una tradizione portata avanti da molti anni «non solo in Calabria ma in molti Paesi del mondo».
L’ambasciatore ha poi riferito dell’incontro con il presidente della Regione Calabria, definendolo «molto cordiale» e sottolineando che in quella sede sarebbe stato riconosciuto «il ruolo e l’importanza del lavoro dei medici cubani nella regione», oltre alla «gratitudine che il popolo calabrese esprime nei loro confronti». «In questi due mesi di lavoro in Italia – ha evidenziato – mi sono emozionato nel vedere l’affetto e il rispetto che i calabresi dimostrano verso i nostri medici».
Cepero Aguilar ha richiamato la visione cubana della cooperazione sanitaria: «Per Cuba la solidarietà è sempre stata un principio fondamentale: condividiamo ciò che abbiamo, non ciò che ci avanza. Quando un popolo ha bisogno dell’assistenza cubana o dei professionisti formati dalla rivoluzione, per noi è naturale offrire il nostro aiuto».
Nel suo intervento l’ambasciatore ha anche inserito un passaggio politico, sostenendo che «è anche ciò che spesso gli Stati Uniti non accettano: che i medici cubani portino ai popoli il diritto alla vita e alla salute». E ha aggiunto: «Cuba esporta medici, medicina e solidarietà, non bombe. Garantisce l’esercizio dei diritti fondamentali delle persone».
Infine, il riferimento alle difficoltà del Paese: «Proprio per questo, da più di 60 anni, Cuba è oggetto di aggressioni e pressioni: perché dimostra che un’alternativa è possibile. Nonostante il blocco economico, la mancanza di petrolio, di energia e di molte risorse, Cuba resiste e continua a essere un esempio nel mondo».

