L’istituto giuridico dell’affido interviene per disporre il collocamento temporaneo di un minore al di fuori del proprio contesto familiare nei casi in cui si renda necessario il suo allontanamento dal nucleo d’origine. Si tratta di una soluzione concordata di norma, con il giudice e gli assistenti sociali, per garantire al minore di crescere in un ambiente sano e protetto per il periodo necessario a superare in serenità il momento di disagio alla base dell’avvio della procedura di affidamento, nella prospettiva di poter tornare a casa qualora le condizioni lo consentano.

Anche a Cosenza opera l’associazione senza scopo di lucro MetaCometa, fondata con l’obiettivo di tutelare e proteggere i bambini attraverso l’affido familiare e di fornire aiuto e supporto alle famiglie e ai singoli che desiderano condividere l’esperienza dell’affido, offrendo una rete di protezione ai ragazzi in difficoltà. Sabato prossimo 23 maggio, in Piazza Kennedy nel capoluogo bruzio, si svolgerà la manifestazione “Tu per me sei importante”; una giornata aperta a chiunque desideri avvicinarsi al mondo dell'affido con curiosità e cuore aperto.

Costa: «Si dà amore senza ricevere nulla in cambio »

Un messaggio chiaro anima l'iniziativa: non esiste un solo modo di essere famiglia. «L'istituto dell'affido spesso si confonde con l'adozione – ha spiegato al nostro network la delegata di Cosenza di MetaCometa Antonella Costa, ospite dello spazio L’Intervista – Gli aderenti a questa associazione hanno adottato l’accoglienza come stile di vita. Accogliere un bimbo in regime di affido familiare vuol dire prendersene cura, affiancarlo in questa fase che precede il rientro nella famiglia biologica oppure il traghettamento verso una famiglia adottiva.

L’affido dunque ha una scadenza e questo comporta l’arrivo prima o poi del momento del distacco. Molti temono il distacco, perché è naturale affezionarsi perché si svolge un ruolo completo. Ma proprio questo aspetto rende l'affido un’accoglienza pura, praticata senza aspettarsi di ricevere nulla in cambio». Le caratteristiche dei soggetti individuati come adeguati per ospitare minori in affido sono differenti rispetto a quelle richieste ai genitori adottivi: «Una famiglia affidataria può avere figli biologici oppure non averne. Inoltre è consentito l’affido anche alle coppie non sposate e pure ai single. Io stessa – sottolinea Antonella Costa – vivo da sola e in questo momento ho quattro minori in affido.

La famiglia affidataria deve essere molto smart, perché il cambiamento è repentino. Non c’è una conoscenza pregressa con il bimbo e le procedure sono velocissime, poiché questo istituto si attiva per risolvere situazioni di emergenza. Ma si tratta di una esperienza estremamente arricchente». Il calendario della manifestazione del 23 maggio è particolarmente articolato. Ecco il programma: Ore 11,30: Un Mondo Colorato - Un angolo dedicato ai più piccoli, per il trucco del viso con glitter e colori. Un gioco semplice per veicolare una grande verità: la bellezza ha mille volti, proprio come la famiglia. Ore 16,00: Colora il vaso con la tua famiglia – Laboratorio creativo per adulti e bambini.

Ogni partecipante dipingerà un vaso da portare a casa, simbolo tangibile di una porta che può sempre restare aperta. Ore 19,00: "Le Voci dell'Accoglienza" – Il momento istituzionale della manifestazione. Interverranno l'assessore al welfare di Palazzo dei Bruzi Veronica Buffone e il presidente di Metacometa Salvatore Adamo, per un confronto pubblico sullo stato della cultura dell'accoglienza nel territorio cosentino. Ore 20,00: "Facciamo due chiacchiere" – Chiusura conviviale della giornata, con un brindisi collettivo all'insegna della conoscenza reciproca e della leggerezza.