Un gesto di memoria, gratitudine e orgoglio collettivo che parte da un piccolo borgo dell’Alto Ionio cosentino e arriva fino al Quirinale. Nicola Abruzzese ha inviato al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la richiesta di conferimento di un riconoscimento alla memoria di Anna Capalbo, giovane concittadina scomparsa tragicamente nel 1957.

Abruzzese è presidente del locale circolo Legambiente “Nicà”, ma ha presentato l’istanza «in qualità di cittadino» di Scala Coeli, mosso esclusivamente dal senso di appartenenza e dalla volontà di onorare una storia che ancora oggi vive nel cuore della comunità.

«Come promesso qualche mese fa, questa mattina ho inviato al Signor Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la richiesta di conferimento di un riconoscimento alla memoria della nostra concittadina Anna Capalbo», ha scritto sui social. «Confido che l’Illustrissimo Presidente vorrà valutare con attenzione questa proposta, che nasce dal profondo sentimento di gratitudine e orgoglio della nostra comunità».

La vicenda risale al 26 ottobre 1957. Anna Capalbo aveva appena sedici anni quando, nel tentativo disperato di salvare il padre travolto dalla piena del torrente Procó, si gettò nelle acque impetuose senza esitazione. Nella lettera inviata al Capo dello Stato, Abruzzese parla di «straordinaria e commovente vicenda di una giovane donna del mio borgo natio, Scala Coeli (Cs), esempio luminoso di coraggio, altruismo e amore filiale».

Parole che restituiscono il senso profondo di quella tragedia: «Non esitò a gettarsi nel fiume, affrontando con straordinaria determinazione la forza della corrente». Ma il gesto eroico si concluse nel modo più doloroso: Anna «fu sopraffatta dai gorghi del torrente e perse la vita, sacrificandosi nel nobile intento di salvare quella di un altro essere umano».

Con la sua iniziativa, Abruzzese chiede che quella giovane vita spezzata venga ricordata ufficialmente come «testimonianza di altissimo valore morale, altruismo e sublime amore filiale, che onora non solo la comunità di origine, ma l’intera Nazione».

Una storia che parla di coraggio e di amore filiale, di sacrificio e di memoria. E che, a quasi settant’anni di distanza, continua a interrogare le coscienze e a rappresentare per Scala Coeli un patrimonio morale da custodire e trasmettere alle nuove generazioni.