Il presule della diocesi bruzia, ai nostri microfoni, non nasconde l’emozione per l’arrivo del porporato. A coordinare il tutto Simone Tropea, cosentino che ha vissuto per lungo tempo a Gerusalemme: «Un evento reso possibile soprattutto grazie all’impegno di Sergio Mazzuca»
Tutti gli articoli di Società
PHOTO
Cosenza si vestirà a festa con un ospite d’onore per la celebrazione patronale della Madonna del Pilerio. Nel capoluogo bruzio è infatti atteso il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme. La sua visita rafforzerà il rapporto fra la Terra Santa e l’Arcidiocesi calabrese. A spiegarlo, senza celare la propria emozione, l’Arcivescovo di Cosenza-Bisignano, Mons. Giovanni Checchinato.
«Certamente è un momento di gioia, ma è soprattutto un momento di comunione. Quando si è intravista questa possibilità di poter avere il Cardinale per la celebrazione della nostra festa patronale ci sembrava proprio bello – spiega il presule – poterci legare attraverso di lui a questa terra martoriata che è la Terra Santa».
Il coordinatore Simone Tropea: «Al lavoro insieme a clero e imprenditori»
A coordinare l’arrivo del cardinale Pizzaballa in occasione della Madonna del Pilerio è Simone Tropea, cosentino che per lungo tempo ha vissuto e lavorato a Gerusalemme. «È un evento grande – spiega – che riflette innanzitutto l’amore che Monsignor Checchinato ha sempre manifestato per la Terra Santa e che tutto il presbiterio ha espresso in tanti modi. In particolare – aggiunge Tropea – c’è un legame profondo che si è consolidato con il gemellaggio tra il Santissimo Crocifisso della Riforma dei Frati Cappuccini e il Santo Sepolcro di Gerusalemme».
Sono stati proprio i frati Cappuccini, attraverso Casa San Francesco, sin dall’inizio del dramma di Gaza, a impegnarsi materialmente per gli aiuti alle comunità cristiane che vivono fra Israele e Palestina. La visita del porporato, però, vede protagonisti anche gli imprenditori calabresi, che su iniziativa del presidente del Rotary Club di Rende, l’imprenditore cosentino Sergio Mazzuca, si sono mobilitati in massa insieme all’associazione per supportare le attività umanitarie del patriarcato.
Le iniziative del Rotary e degli imprenditori cosentini
Una visita che, dunque, nasconde un sotteso anche civile e che coinvolge tutta la cittadinanza: «Le istituzioni saranno presenti – spiega Tropea – e tutto questo è stato reso possibile soprattutto grazie all’impegno generoso di Sergio Mazzuca, che ha convocato e mobilitato gli imprenditori della Calabria in un’attività di sostegno al patriarcato. A Gaza in questo momento bisogna costruire ospedali, scuole, prendersi cura delle persone che hanno perso tutto: gli imprenditori cosentini, grazie a un’iniziativa come quella di Sergio, hanno dato una risposta concreta».
Risposta che, aggiunge Tropea, «va al di là degli slogan e delle polarizzazioni: si tratta di gesti di pacificazione, aiuto necessario, pronto e non ideologico per un popolo lacerato da questa situazione».
Gli impegni e il programma per la visita di Pizzaballa
Tropea spiega poi quali saranno gli appuntamenti che vedranno impegnato il cardinale Pizzaballa nella sua due giorni di permanenza a Cosenza: «Il 12 febbraio celebrerà la messa della festa patronale, poi nel pomeriggio incontrerà al Rendano tutta la città. Il giorno dopo, 13 febbraio – prosegue – visiterà la parrocchia del Santissimo Crocifisso, gemellata con il Santo Sepolcro di Gerusalemme, e benedirà la sede della Fondazione “Le idee di Chicco”», nata in memoria di Francesco Occhiuto, figlio del senatore ed ex sindaco di Cosenza Mario.
«È importante – aggiunge Tropea – perché la fragilità mentale è un tema molto delicato anche fra i cristiani in Terra Santa, dove è in atto una crisi antropologica e sociale. Il Patriarca viene a benedire la Fondazione anche come segno di amore e affetto verso un ragazzo che ha lasciato in eredità una consapevolezza, quella di quanto sia preziosa e importante da custodire la salute mentale».
L’organizzatore dell’arrivo di Pizzaballa a Cosenza ci tiene anche a precisare che «in un momento in cui nessuno veniva in Terra Santa il senatore Occhiuto l’ha fatto: sono gesti molto belli, che non si dimenticano. Per tutte queste ragioni – chiosa Tropea – la visita a Cosenza del cardinale Pizzaballa diventa piena di significati diversi raccolti però in uno solo: il Patriarca di Gerusalemme non è un leader politico e men che meno lo è sul piano militare. È un uomo di pace e un uomo che annuncia la pace. Quindi la nostra città – conclude – apre le porte e il cuore a colui che, come dice il Vangelo, viene nel nome del Signore».


