L'estate della Riviera dei Cedri 2026 fa segnare un calo delle presenze lungo la costa tirrenica cosentina, che diventa evidente nelle pizzerie e nei ristoranti. Pieni, anzi, stracolmi nei fine settimana, ma quasi vuoti durante i giorni feriali. Questo, almeno, è quanto riferiscono numerosi addetti ai lavori, chiamare a fare un primo, parziale resoconto.

Il fenomeno è piuttosto evidente, dal momento che le strutture ricettive sono sempre più propense a proporre pacchetti di vacanze di tre giorni, invece dei consueti soggiorni settimanali.

Sempre più turisti infatti, scelgono la Riviera dei Cedri soltanto nei fine settimana – se si escludono i giorni a cavallo di Ferragosto - e il dato è evidente dal traffico intenso che si registra ogni settimana sulla statale 18 nel giorno d’arrivo, il venerdì, e in quello della partenza, cioè la domenica.

Pesa il carovita

Prima di addentrarci nei problemi che attanagliano la costa tirrenica e che ne impediscono lo sviluppo, è giusto, però, sottolineare come l’estate 2026 sia segnata da una grave crisi economica che sta mettendo in ginocchio le famiglie in tutto il Paese e togliendo loro il potere di acquisto. Con i prezzi dei beni di prima necessità alle stelle e il carburante che sfiora ormai i 2,5 euro al litro, le famiglie hanno sempre più difficoltà a fronteggiare imprevisti, fare prevenzione sanitaria e, ovviamente, a concedersi qualche giorno di vacanza in tranquillità.

Pertanto, anche nella Riviera dei Cedri, dove una grossa fetta di turisti è proprietaria di seconde case, il peso del carovita si fa sentire. Anche se si raggiunge la località turistica, gli acquisti e le uscite sono centellinate per far quadrare i conti.

I disservizi della Riviera dei Cedri

A questo fardello, si aggiungono anche i disservizi legati alla gestione del posto. Tra i problemi segnalati dagli utenti anche sul web compaiono spiagge libere poco curate, cumuli di spazzatura, vegetazione incolta, servizi igienici insufficienti, collegamenti internet e telefonici carenti e trasporto pubblico considerato poco adeguato.

Qualcuno contesta anche la gestione degli spazi durante le giornate dei grandi eventi, sostenendo che alcune aree vengano rese difficilmente accessibili anche ai bagnanti.

Una questione particolarmente delicata, perché mette in contrapposizione due esigenze entrambe legittime: organizzare grandi eventi e garantire contemporaneamente la fruibilità degli spazi pubblici.

Vi è anche chi lamenta la difficoltà a condurre le normali attività quotidiane, come ad esempio recarsi al supermercato, a causa delle lunghe code o della grave difficoltà di trovare parcheggio nelle aree libere. 

I prezzi

È però il costo della vacanza a generare una delle discussioni più accese. Nei commenti si parla di 15 euro per il parcheggio in occasione dei concerti e comunque di prezzi alti anche durante i giorni normali. Un utente racconta di aver pagato quella cifra per una permanenza di circa due ore, definendo il costo «un furto autorizzato».

Anche i prezzi di lidi, ristoranti e consumazioni vengono messi sotto accusa. C'è chi racconta di aver pagato 30 euro per ombrellone e due lettini, evidenziando un forte aumento rispetto all'anno precedente. 

C’è poi chi segnala rincari nella ristorazione. Un altro utente sintetizza così la propria esperienza: «Gelato 3 euro, lattina di Coca-Cola 3 euro, coperto 3 euro, pizza 8 euro, amaro 4 euro».

La questione del mare

Anche sulla qualità dell'acqua il confronto è netto. Alcuni utenti parlano di mare sporco e di fenomeni strani, come chiazze marroni a riva, che si ripeterebbero con frequenza. Una questione che si trascina da anni e che sembra non trovare soluzione.

C'è anche chi invita alla calma e a distinguere tra mucillagine e alghe e inquinamento vero e proprio. Una risposta, a tal proposito, l’ha fornita pochi giorni fa l’Arpacal, che ha pubblicato i dati ufficiali e ha parlato di fenomeni naturali, escludendo categoricamente fenomeni legati all’inquinamento o al mal funzionamento dei depuratori.

Tuttavia, sulle pagine social, sono centinaia le foto che immortalano condizioni preoccupanti del mare o che comunque non invogliano a tuffarsi nel mare delle coste tirreniche del Cosentino.

Le infrastrutture

La viabilità e la distanza dai principali collegamenti autostradali o dagli aeroporti vengono indicate come una delle criticità storiche del territorio. La strada Scalea-Mormanno mai ultimata o le due ore che separano Scalea da Lamezia, tanto per fare un esempio, sono ancora oggi un nodo ancora da sciogliere.

Inoltre, una turista abituale, che racconta di conoscere la costa fin dagli anni Settanta, parla di strutture che sarebbero rimaste sostanzialmente ferme agli anni Ottanta e invoca un rinnovamento dell'offerta. Darle torno è un’impresa ardua.

La sanità

Quando tocchi il tasto della sanità calabrese si aprono scenari inimmaginabili. Nelle discussioni sociale in cui viene posto l’argomento, sono centinaia le testimonianze di turisti che lamentano una rete ospedaliera inefficiente, ritardi nei soccorsi, diagnosi ripetutamente sbagliate e la difficoltà di raggiungere altri presidi sanitari a causa delle lunghe distanze e del traffico intenso sull’unica arteria stradale percorribili. Discorsi che frenano le tante famiglie, magari con figli piccoli, intenzionate a venire a visitare la Riviera dei Cedri.

Ma non è tutto perduto

Ad onor del vero ci sono anche tanti turisti che difendono la costa. Tra gli aspetti positivi viene segnalata la gestione del territorio, sottolineando il controllo esercitato da Polizia locale e Carabinieri. C’è poi chi considera un successo la programmazione degli eventi, con concerti, spettacoli e talk capaci di richiamare pubblico e attenzione anche oltre i confini regionali.

Altri parlano invece di una Riviera «più pulita e ordinata» rispetto al passato e arrivano a definire quello in corso un buon momento per il territorio, attribuendo un plauso agli amministratori dei Comuni della Riviera dei Cedri.