Tre giorni di spettacoli, arte, teatro, musica e percorsi alla scoperta del territorio. Si è conclusa a Lungro l’edizione di “Salgemma – Sale raffinato in arte”, la manifestazione ideata da Piano B che dal 16 al 18 agosto ha animato diversi luoghi del centro arbëreshë, facendo registrare una consistente partecipazione di visitatori, famiglie e turisti.

Il progetto nasce con l’obiettivo di raccontare e valorizzare le risorse locali attraverso i linguaggi dell’arte contemporanea, mettendo al centro soprattutto la storia della miniera di salgemma, elemento che ha profondamente segnato l’identità economica e sociale della comunità di Lungro.

Musica, poesia e teatro tra piazze e vicoli

Ad aprire il programma è stata la poesia visiva del Clown Fòfo, con il suo spettacolo di bolle di sapone, seguita dal live di Giò Filice nell’Anfiteatro della Scalinata Vittorio Emanuele II.

Lo stesso spazio ha ospitato il giorno successivo il reading di Antonio Belmonte, accompagnato da Angelo Durantini, nell’ambito della sezione “Serenate di Sale” e del live “Sale quanto basta”, costruito intorno ai racconti e alle storie legate alla miniera.

Il teatro è arrivato invece in Piazza Casini con lo spettacolo fuori programma della compagnia L’Altro Teatro, “Sulle Acque, sui Rovi. Storia di San Francesco di Paola” di Vincenza Costantino, interpretato da Ernesto Orrico e Manolo Muoio.

Grande spazio anche alle arti visive. Nei vicoli del centro storico sono state esposte le opere pittoriche di Vincenzina Ciliberti e Mimma Mazzei, insieme alle sculture di Mario Straticò, dedicate al lavoro e alla memoria della miniera di sale.

Itinerari e laboratori tra i momenti più partecipati

Tra le iniziative che hanno raccolto maggiore interesse ci sono stati i percorsi guidati e i laboratori inseriti nel programma. Gli itinerari hanno accompagnato i visitatori alla scoperta della miniera di salgemma e degli edifici di culto di Lungro, intrecciando storia locale, memoria industriale e cultura arbëreshe.

Particolarmente partecipate anche le attività didattiche e creative rivolte ad adulti e bambini, che hanno registrato il tutto esaurito nelle diverse sessioni. I laboratori hanno proposto esperienze pratiche legate alle tradizioni artigianali e artistiche del territorio.

Il gran finale con Zanarella, teatro e spettacoli di fuoco

La giornata conclusiva ha visto protagonista Paolo Zanarella – Il pianista fuori posto con “Suoni Sospesi”, insieme allo spettacolo di fuoco Lumière.

Tra i vicoli è andato in scena anche il teatro-racconto di Dario De Luca, “Duemila Gradini: Voci dal Ventre della Terra”, mentre la chiusura della manifestazione si è spostata in Piazza Nino Bixio con lo show anni Ottanta “Sapore di Sale” e il dj set di Fio Marino.

Dalla cultura alla gastronomia

“Salgemma” ha dedicato una parte del programma anche alle produzioni e ai sapori del territorio. Le degustazioni guidate “con un pizzico di sale” hanno avuto tra i protagonisti Ginsud – Convivial Gin, premiato con la medaglia d’oro al World Spirits Award 2024 di Salisburgo.

Il 18 agosto spazio anche agli show cooking dedicati allo street food della tradizione, tra cui le Grispellet preparate dal Bar Lux. A completare il percorso, anche un angolo dedicato alla tradizione popolare e alla scaramanzia con la lettura dei Tarocchi.

«La memoria della miniera è tornata a parlare al presente»

Per gli organizzatori, la risposta del pubblico conferma la possibilità di trasformare la memoria industriale della città in uno strumento di racconto contemporaneo.

«Quando abbiamo scelto di lavorare sulla memoria della miniera non sapevamo se un pezzo di storia industriale potesse davvero tornare a parlare al presente – spiega Erika Liuzzi di Piano B –. Lungro ci ha risposto con una partecipazione che è andata oltre la semplice curiosità turistica».

Liuzzi sottolinea in particolare la presenza delle famiglie, il coinvolgimento dei più giovani nei laboratori e la possibilità di riscoprire Lungro attraverso gli itinerari proposti.

«La comunità arbëreshe del Pollino – aggiunge – è segnata non soltanto dalla sua cultura antica e viva, ma anche dall’identità economica e produttiva costruita attorno alla miniera di salgemma. Una memoria industriale, se raccontata nel modo giusto, può diventare un modo per vivere la comunità e farne esperienza condivisa».

Da qui, secondo l’organizzazione, la scelta di utilizzare musica, teatro, arte e narrazione per ampliare il racconto della miniera e della città.

«Il sale, in tutte le sue accezioni, resta la materia più semplice e necessaria per raccontare la storia di Lungro e della Calabria. Ringrazio il sindaco Carmine Ferraro e l’intera Amministrazione comunale, che hanno riconosciuto nel progetto un importante veicolo culturale per l’identità del territorio».

Il progetto “Salgemma. Sale raffinato in arte. Un viaggio tra miniere e itinerari turistici – Lungro” è candidato a finanziamento nell’ambito del POC Calabria 2014-2020.