VIDEO | Le telecamere del nostro network tra i banchi del liceo Bernardino Telesio di Cosenza. Vicinanza emotiva espressa dai rappresentanti degli studenti. Il dirigente Domenico De Luca: «Divertirsi non è un crimine»
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Le attività didattiche si fermano nelle scuole del Paese, per volontà del ministro dell’istruzione Giuseppe Valditara. Un minuto di silenzio per la commemorazione delle vittime della strage di Crans-Montana ma anche per alimentare una riflessione profonda sulle circostanze della tragedia della notte di Capodanno.
Accomunati dalla giovane età
La giovane età il punto in comune tra i martiri del bunker assassino ed i ragazzi seduti tra i banchi di scuola, scossi dalle immagini del massacro, trasmesse su social e circuiti internazionali, e dal pensiero di potersi trovare al posto dei loro coetanei, intrappolati in un locale sovraffollato e privo delle più elementari misure di sicurezza: «Condivido l’iniziativa del Ministero – ha detto al nostro network il dirigente scolastico del Liceo Telesio di Cosenza, Domenico De Luca -. È doveroso per il mondo della scuola, rivolgere alla ripresa delle lezioni, lo sguardo verso quanto accaduto in Svizzera. È doveroso – ha aggiunto il preside – in quanto vi è una vicinanza emotiva da parte dei ragazzi in relazione a questo drammatico episodio. Inoltre la scuola, come agenzia educante, ha il compito di promuovere azioni che guardino all'interesse dei ragazzi, aprendo delle finestre sul mondo, laddove si verifichino fatti di cronaca oppure eventi di attualità di impatto».
Invito al dialogo e alla riflessione
Nelle aule i docenti sono stati invitati a dialogare con gli studenti sui temi della responsabilità, del rispetto delle regole, ma anche della fragilità e di quella sensazione di onnipotenza che spesso affiora nell’animo umano in età adolescenziale: «Non credo sia opportuno colpevolizzare i ragazzi – ha sottolineato De Luca – Il divertimento è una componente della vita. Divertirsi insomma non è un crimine. Tocca agli adulti, anzi più in genere a chi ricopre incarichi di responsabilità fare in modo che l’attività di gestione dei luoghi di divertimento venga condotta in maniera corretta».
La componente alcolica
Molti ragazzi si sono immedesimati «anche perché credo che molti di noi hanno trascorso la notte di Capodanno in una discoteca o comunque in qualche locale – ha affermato Marcello Acciardi, rappresentante degli studenti del Telesio in consiglio d’istituto –. Insomma, in quelle condizioni avrebbe potuto trovarsi chiunque di noi. Iniziare il 2026 con questa notizia è stato come ricevere un pugno nello stomaco». Felice Tropeano, anch’egli rappresentante degli studenti del Telesio in consiglio d’istituto, ha messo in evidenza come anche la distribuzione di alcol «può aver contribuito alla tragedia. Forse i ragazzi erano inebriati dal consumo di bevande ad alta gradazione e non si sono resi conto del degenerare della situazione. Quella della diffusione di alcol tra i giovanissimi è un’altra problematica che affligge la nostra società e che può alimentare situazioni di pericolo».

