Le accuse degli universitari: graduatorie lente, residenze degradate, disagi quotidiani e risposte assenti. «Il diritto allo studio non può convivere con muffa, infiltrazioni e attese infinite»
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Da anni l’Università della Calabria rivendica nelle classifiche Censis la propria posizione di eccellenza fra i grandi atenei italiani. Ma tra i ranking e la realtà quotidiana c’è uno scarto profondo. A denunciarlo sono gli studenti e le studentesse del campus, che parlano apertamente di “incoerenza” e “disagi strutturali”, soprattutto sul fronte dell’abitare, componente essenziale del diritto allo studio.
Secondo gli studenti, il problema principale resta la cronica insufficienza degli alloggi universitari: posti letto troppo pochi rispetto alla domanda, graduatorie che scorrono con mesi di ritardo, fuorisede costretti a fare avanti e indietro o a cercare soluzioni temporanee e costose pur di frequentare le lezioni. Una situazione aggravata – denunciano – dall’inefficienza del Centro Residenziale, spesso silente di fronte a segnalazioni e richieste di intervento.
Ma i problemi non finiscono al momento dell’assegnazione delle camere. Anche chi riesce finalmente a ottenere un alloggio si trova davanti a criticità che, per gli studenti, “non hanno nulla di compatibile con un campus che si definisce eccellente”. Riscaldamenti malfunzionanti, intere aree dei quartieri residenziali poco illuminate, alloggi danneggiati e lasciati all’incuria, strutture logorate da anni e ulteriormente compromesse dal maltempo che ha colpito la Calabria nelle ultime settimane.
Le testimonianze raccolte parlano di muffa che si estende sulle pareti fino a sgretolare l’intonaco, perdite dalle tubature, infiltrazioni persistenti, stanze e cucine comuni con danni mai riparati. Una condizione che, oltre a minare la sicurezza, impatta direttamente sulla serenità e sulla qualità della vita degli studenti, diventando un ostacolo reale al diritto allo studio.
Per questo gli universitari dell’Unical chiedono interventi immediati e concreti da parte della governance: messa in sicurezza degli alloggi, manutenzione costante e strutturale, trasparenza nella gestione delle residenze e soprattutto una linea chiara sull’abitare come servizio pubblico, non affidato alle logiche del profitto che guidano il mercato immobiliare dell’area urbana.
La richiesta è netta: un campus che si definisce eccellenza deve garantire, prima di tutto, condizioni di vita dignitose. E per gli studenti dell’Università della Calabria, oggi, questa promessa è ancora lontana dall’essere mantenuta.

