Domenica ci sarà il delicatissimo scontro diretto contro il Cotronei. L'appello della società tirrenica: «Difendere l’attuale categoria è un atto di responsabilità per la continuità del nostro progetto»
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Una sofferenza che ha sempre di più i contorni dell'incubo per l'Amantea che deve fare i conti con gli spettri, sempre più nitidi, della retrocessione. Dopo la sosta di Pasqua torna il campionato di Promozione A per quelle che sono le ultime quattro partite altamente decisive, pronte a dare sentenze dolci ma anche amare. A cercare di salvare il proprio destino è proprio la compagine blucerchiata, attualmente terz'ultima, che non vince da ben dieci giornate (l'ultimo successo risale a tre mesi fa nella prima giornata di ritorno, lo scorso 10 gennaio in casa del Kratos Bisignano per 0-3). Da lì un calvario che sta durando fino a oggi.
L’appello
Potrebbe essere vitale, a tal proposito, il delicatissimo scontro salvezza di domenica contro il Cotronei, quest'ultimo a sei lunghezze di vantaggio. Insomma, se la formazione cosentina non dovesse vincere o dovesse addirittura perdere, gli spettri di una retrocessione diretta sarebbero davvero minacciosi.
La società dunque si sta preparando alla sfida ma ha bisogno del supporto di tutti, come testimonia l'appello fatto dal presidente Nesi: «Questa società, che mi onoro di rappresentare, con questo messaggio di mobilitazione calcistica in un momento delicato e decisivo, vuole unire tutto l’ambiente sportivo cittadino verso l’obiettivo comune: la salvezza della squadra e la difesa della sua storia. Le ultime gare della stagione sono estremamente difficili, tese e psicologicamente pesanti. Difendere l’attuale categoria è un atto di responsabilità per la continuità del nostro progetto, nonché il punto fermo da cui partire per una città come la nostra, che il prossimo anno festeggerà i suoi primi cento anni di storia calcistica. Nonostante il grande impegno dei nostri ragazzi, il loro potenziale e la loro forte passione, i risultati ottenuti e la posizione della squadra in classifica dimostrano che questi pilastri fondamentali non hanno prodotti risultati concreti».
Non si può sbagliare
Non c'è più tempo per sbagliare, come afferma lo stesso patron: «Intanto il momento della verità è arrivato e occorre dimostrare, ancora una volta, il valore indiscutibile di ognuno di noi. Non si può più sbagliare, i prossimi risultati saranno determinanti per chi resta e chi retrocede. Il nostro senso del dovere, la nostra passione e la fiducia riposta e riconfermata più volte nello staff tecnico e nei calciatori rappresentano la nostra forza per resistere a questa difficile situazione. Insieme a voi, sicuramente, vinceremo questa sfida, portando la squadra alla salvezza, scrivendo un’altra bella pagina di storia».
Infine: «Questa battaglia la dovremo affrontare tutti insieme, in campo dovrà scendere l’intera città. La salvezza arriverà solo se c’è questa grande volontà collettiva. Avanti uniti, tutti allo stadio a difendere la storia del calcio cittadino e dei nostri colori, sostenendo la nostra squadra fino alla fine».

