CronacaLa prima sezione penale della Suprema Corte dà ragione agli avvocati Filippo Cinnante e Luca Cianferoni che si erano opposti all’ordinanza del tribunale di Sorveglianza di Roma che confermava il regime di carcere duro per il detenuto condannato a 30 anni di carcere. Gli ermellini: «E’ assente la motivazione in ordine alla verifica del presupposto normativo
Redazione Cosenza Channel