Cosenza Calcio

Speciale: Questione di numeri (II Parte)

Andrea Pensabene ha portato l’Ebolitana tra i professionisti a margine di una favolosa cavalcata: “Non abbandonerei mai il mio 4-3-3 per giocare senza punta di riferimento”

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Mimmo Toscano, Andrea Pensabene e Gaetano Di Maria con la loro lavagna tattica

Di numeri, tattiche e schemi di gioco Andrea Pensabene potrebbe parlarne per ore. Ha vinto a mani basse il campionato di Serie D nel 2010-2011 alla guida dell’Ebolitana, creando con il ds Ciccarone un tandem fenomenale. In quel torneo i biancazzurri conquistarono la bellezza di 89 punti, frutto di 28 vittorie e 5 pareggi. Adesso, dopo la sfortunata parentesi all’Acr Messina della scorsa stagione, è uno dei responsabili dell’Aiac di Palermo, la sua città di natale in attesa della chiamata giusta.
SCAMBIO DI AMOROSI SENSI. “I tempi sono cambiati – spiega – Una volta l’allenatore poteva richiedere dei calciatori al proprio direttore, adesso invece spesso accade che dal mercato arrivato degli elementi a cui bisogna trovare la migliore collocazione in campo. A certi livelli, chi opera in estate ti dà in mano un organico senza possibilità alcuna di replica e, senza alibi, bisogna trarre il meglio dalla rosa a disposizione. Quell’anno ad Eboli fu più facile perché mi fu consentito di gestire il gruppo con cui l’anno prima avevo conquistato la Coppa Italia alla guida del Sapri. Il girone I della Serie D è in assoluto il campionato più difficile di tutti, affermo ciò perché ho fatto esperienza sia in Prima che in Seconda divisione”. Il ritiro è fondamentale, è in montagna infatti che si creano i presupposti per la vittoria finale. ” Qualsiasi tecnico vorrebbe avere la squadra già bella e pronta, ma spesso non è possibile e bisogna colmare le caselle vacanti strada facendo. Ad ogni modo, non è una pregiudiziale completare il puzzle il 31 di agosto, a patto che si tratti di ciliegine sulla torta e non di elementi cardine. Chi ambisce al salto di categoria individua gli under migliori già ad Aprile e li va a prendere senza pensarci troppo su. Il mio portiere deve essere un ragazzo in maniera da liberare un posto ad un atleta di movimento. Gli under fanno vincere, mentre i calciatori navigati sono sempre un’incognita. Prendete il mio Messina dello scorso torneo. Dissi che Corona non si era calato nella categoria e lui non gradì il rimprovero. Mi fecero fuori, ma la mia era solo una constatazione. Adesso, invece, tutti possono apprezzare il suo sacrificio per i compagni. La D, per me è e resterà un campionato falsato perché a dicembre molti club abbandonano ogni velleità ridimensionando budget e obiettivi. Così si penalizzano quelle formazioni che hanno perso o sudato le sette camicie nei match precedenti”.
LA FORMULA MAGICA. Lo scacchiere tattico di una squadra scaturisce da mille analisi e dal credo che chi siede in panchina ha maturato nel corso degli anni. “E’ normale che col ds si parli del modulo di gioco, anche in ottica mercato qualora ci sia poi da puntellare un ruolo scoperto. Ad esempio, con il 3-4-3 servono esterni di grande corsa in grado di poter garantire entrambi le fasi. Dietro la didattica di costruzione del gioco, c’è un lavoro immenso. Ecco l’importanza del pre-campionato. Ci sono 50 giorni dove curare ogni dettaglio e mettere a punto un sistema. Il pomeriggio, in ritiro, sin dal primo giorno inizio a dare i fondamentali”. Pensabene mostra grande padronanza della materia e una filosofia molto coerente , tanto che non esita a puntare il dito contro alcuni suoi colleghi. “Cambiare modulo a partita in corsa o a stagione già iniziata non ha una logica. In questa maniera si imbastardiscono i giocatori che spesso dicono di aver capito, ma invece vivono sulle nuvole. Si lavora dei mesi per un sistema di gioco e poi si rinnega tutto? Ovviamente prendere in corsa una squadra comporta un’analisi differente”.
LE MODE DEL MOMENTO. La Juventus sta facendo scuola e Conte ha “suggerito” a tanti colleghi” di passare al 3-5-2. “Io sono solito utilizzare il 4-3-3 perché amo dare alla squadra un punto di riferimento in avanti e forzare sugli esterni, passando talvolta al 3-4-3. Mi spiegate invece come si fa a puntare sul 4-3-1-2 e bandire totalmente il gioco sulle fasce quando è risaputo che in D centralmente si chiudono spesso i varchi? Il 3-5-2 scaturisce da fatto che dà ampie garanzie, ma solo se hai i laterali buoni. I quinti di centrocampo sono fondamentali, ma bisogna capire se le ali avversarie hanno una maggiore tecnica. Ricordate che si vince sempre disponendo di elementi in grado di saltare l’uomo e creare superiorità. Il 4-4-2? Era anche questo una moda, io lo interpreto bloccando i due terzini perché se questi vanno via i due difensori vengono infilati da ogni parte. Zeman ne è un esempio”.  (Luigi Brasi)

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Redazione Cosenza Channel

Cosenza Channel è una testata giornalista nata nel 2008 con l’idea di occuparsi principalmente delle notizie sul Cosenza Calcio. Il successo conseguito sin dai primi anni ha permesso alla testata di avviare una collaborazione televisiva per mandare in onda un format che parlasse di calcio, in particolare dei Lupi e poi delle altre squadre calabresi. La svolta arriva nel 2016, quando la redazione amplia i contenuti del portale d’informazione, pubblicando notizie di attualità. Il 5 settembre 2019 Cosenza Channel si trasforma completamente. Nuova grafica, contenuti esclusivi, con l’obiettivo di crescere e rendere un servizio informativo sempre più attendibile e di qualità.

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