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PD NEL CAOS | Presta e i dem non erano fatti per stare insieme. Tra Adamo e Mancini spunta Guccione

PD NEL CAOS | Presta e i dem non erano fatti per stare insieme. Tra Adamo e Mancini spunta Guccione

Ecco i motivi della separazione tra il manager dei Vip e il Partito democratico. Un rapporto mai decollato e pieno di conflitti. Intanto parte la rincorsa al nuovo candidato sindaco: spunta il nome del consigliere regionale

Un fidanzamento lampo e oggi l’addio. Finisce così il rapporto elettorale di Lucio Presta con il Partito democratico. Due soggetti che in realtà non erano fatti per stare insieme, perché lontani anni luce sulle singole posizioni che il manager dei Vip dello spettacolo rimarcava in ogni appuntamento pubblico. Se da un lato Presta batteva il pugno sul tavolo per rispettare il codice etico, chiedendo alla commissione Antimafia di valutare i nomi dei candidati, dall’altro il Pd calabrese si rivolgeva a Rosy Bindi per verificare se gli altri candidati a sindaco fossero davvero coinvolti in inchieste antimafia. Alla faccia del garantismo… Insomma, come abbiamo evidenziato più volte, la mano destra (Presta) non sapeva cosa avesse intenzione di fare quella sinistra (il Pd). Così è stato quando l’ex candidato sindaco di “Amo Cosenza” dichiarò alla stampa di non volere come alleati i fratelli Gentile, mentre dall’altro lato della cornetta il segretario regionale dei dem Ernesto Magorno e altri esponenti di spicco del Pd calabrese e nazionale – ad eccezione di Mario Oliverio, Nicola Adamo e coloro i quali orbitano dietro uno dei possibili nuovi candidati del partito di Renzi – cercavano di avvicinare l’Ncd alla coalizione che si stava creando. Se Presta diceva una cosa, una parte del Pd era sull’altra sponda del fiume ad attendere, probabilmente, il suo ritiro. Che fossero incompatibili era già noto ai più, soprattutto quando sabato scorso nella sede di “Amo Cosenza” il cosentino cresciuto in piazza Riforma ha mandato messaggi ben precisi al Pd. «Io parto da solo e chi ha scelto di venire con me è il benvenuto perché può dare un contributo nella direzione che intendo andare io» e «non sono un iscritto al Pd né m’interessano le faide al suo interno» oppure «io ritengo che una lista debba essere composta di persone di qualità, deve prevalere il rinnovamento e se mi chiedete se metto veti vi rispondo che i paletti ci sono: l’etica prima di tutto» e infine «io sono un’altra cosa rispetto al passato e se mi dite che il Pd ha fatto riunioni con alcuni soggetti non graditi dovete chiedermi se in quegli incontri io c’ero». Tutto chiaro vero? Al netto dei problemi familiari, Lucio Presta non poteva essere il candidato di una coalizione in cui non credeva minimamente. Per non parlare della dichiarazione fatta ieri sera dalla Bindi che si tirava fuori sulla valutazione dei singoli candidati per le elezioni comunali e di conseguenza per le amministrative di Cosenza e Crotone. Presta, insomma, ha intuito che qualcosa non sarebbe andata nel verso giusto anche perché già sabato scorso aveva mostrato il suo disappunto su alcuni nomi “non graditi”. E la ciliegina sulla torta, giusto per completare il mosaico ormai andato in frantumi, è arrivata sabato pomeriggio quando nella sede di Viale Trieste si erano riuniti gli stati generali del centrosinistra. Chi mugugnava per le parole espresse qualche ora prima da Lucio Presta e chi faceva finta di non aver capito (e sentito) quanto detto dal manager dei Vip in mattinata. Cosa farà ora il Pd? I nomi di Nicola Adamo, in pole position se i dem decidessero di proseguire nella direzione già tracciata, e Giacomo Mancini sono tra i più caldi ma nelle ultime ore negli ambienti democratici circola anche quello del consigliere regionale Carlo Guccione che, al contrario di Adamo, potrebbe raccogliere consensi fuori dal Pd. Vedremo. (a. a.)

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