La direttrice artistica del festival e del Teatro Rendano racconta la ventiseiesima edizione di Armonie d'Arte, tra grandi ospiti, valorizzazione del patrimonio e una nuova riflessione sugli "approdi" culturali del Mediterraneo
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Ospite della nostra trasmissione è Chiara Giordano, una delle personalità più autorevoli e dinamiche del panorama culturale calabrese. Direttrice artistica di Armonie d’Arte Festival e del Teatro di Tradizione “Alfonso Rendano” di Cosenza, Giordano rappresenta da oltre venticinque anni un punto di riferimento per la progettazione culturale nel Mezzogiorno. La sua attività si distingue per la capacità di coniugare visione artistica, valorizzazione del patrimonio e apertura ai linguaggi contemporanei, trasformando la cultura in uno strumento di crescita collettiva e di promozione del territorio.
È soprattutto attraverso Armonie d’Arte Festival che il suo nome è diventato sinonimo di innovazione culturale. Nato da una sua intuizione e cresciuto nel corso di oltre un quarto di secolo, il festival è oggi una delle realtà più prestigiose del Sud Italia, capace di attrarre artisti di fama internazionale e di costruire un dialogo costante tra le arti, la storia e il paesaggio. La ventiseiesima edizione, in programma nel 2026, conferma questa vocazione e rilancia una riflessione sul ruolo della cultura nel mondo contemporaneo.
Nel cuore della Calabria, tra ulivi secolari, rovine millenarie e l’azzurro del Mar Ionio, torna infatti uno degli appuntamenti culturali più significativi del panorama italiano. Armonie d’Arte Festival si conferma non soltanto come una rassegna di spettacoli, ma come un vero progetto culturale capace di intrecciare arte, territorio e identità mediterranea. Nato da un’intuizione di Chiara Giordano e cresciuto nel corso di oltre un quarto di secolo, il festival continua a rappresentare una delle esperienze più originali della vita culturale del Mezzogiorno.
Il luogo simbolo di questa avventura è il Parco Archeologico Nazionale di Scolacium, a Borgia, uno spazio straordinario dove le testimonianze della Magna Grecia, della civiltà romana e dell’età normanna convivono con una natura di rara bellezza. Qui, tra pietre antiche e paesaggi senza tempo, il festival ha trovato la sua casa ideale, trasformando il sito archeologico in un grande teatro a cielo aperto e contribuendo in modo decisivo alla sua valorizzazione culturale.
L’edizione 2026 si sviluppa attorno al tema “Nuove rotte mediterranee – Approdi”. Dopo aver riflettuto negli anni precedenti sui concetti di transito e permanenza, il festival sceglie ora di soffermarsi sugli approdi: luoghi fisici e simbolici di incontro, accoglienza e dialogo. Il Mediterraneo diventa così non soltanto uno spazio geografico, ma una metafora culturale, una dimensione nella quale popoli, storie e linguaggi artistici si incontrano per costruire nuove possibilità di convivenza e di crescita comune.
La filosofia che anima Armonie d’Arte va ben oltre la semplice organizzazione di spettacoli. La direzione artistica di Chiara Giordano ha infatti costruito negli anni un vero e proprio ecosistema culturale, fondato sulla convinzione che l’arte possa essere strumento di sviluppo sociale, promozione territoriale e crescita civile. Non a caso il festival ha adottato come proprio motto l’espressione “La Calabria che vale il viaggio”, sintetizzando l’ambizione di raccontare una regione attraverso il suo patrimonio culturale, paesaggistico e umano.
Il cartellone del 2026 conferma questa visione multidisciplinare. Musica, teatro, danza, letteratura e arti performative convivono in una programmazione che alterna grandi protagonisti della scena internazionale e produzioni originali. Tra gli appuntamenti più attesi figurano concerti, spettacoli teatrali, produzioni dedicate al mondo classico e progetti che attraversano differenti linguaggi artistici, nel segno di una continua contaminazione tra tradizione e contemporaneità.
Particolarmente significativo appare il dialogo tra antico e contemporaneo che caratterizza l’intera programmazione. I grandi testi della tragedia greca e della commedia classica vengono riletti alla luce delle inquietudini del presente, mentre la musica attraversa generi differenti, dal jazz alla canzone d’autore, dalla tradizione popolare alla sperimentazione. In questo modo il festival si propone come uno spazio di riflessione sulla contemporaneità senza rinunciare alla profondità della memoria storica.
Accanto agli eventi ospitati a Scolacium, il progetto si espande coinvolgendo altri luoghi simbolici della Calabria. Soverato, Serra San Bruno, Cosenza e diversi borghi storici entrano a far parte di una rete culturale diffusa che amplia l’esperienza del festival e ne rafforza la capacità di incidere sul territorio. È questa la dimensione del “Network” di Armonie d’Arte: una geografia culturale che unisce mare, montagna, centri urbani e piccoli paesi all’interno di un unico racconto identitario.
Al centro di questo lungo percorso resta la figura di Chiara Giordano. La sua attività non si limita infatti alla guida di Armonie d’Arte. In qualità di direttrice artistica del Teatro di Tradizione “Alfonso Rendano” di Cosenza, è impegnata nella valorizzazione della grande tradizione musicale e teatrale italiana, contribuendo a rafforzare il ruolo del teatro come luogo di formazione, partecipazione e crescita culturale.
Dopo ventisei anni di attività, Armonie d’Arte continua dunque a dimostrare come un festival possa essere molto più di una semplice successione di spettacoli. È un luogo di incontro, una piattaforma di idee, un laboratorio di cittadinanza culturale. In un tempo segnato da conflitti, frammentazioni e incertezze, la scelta degli “approdi” come tema dell’edizione 2026 appare particolarmente significativa: un invito a ritrovare spazi di dialogo, riconoscimento reciproco e costruzione comune del futuro.
Forse è proprio questa la lezione più importante che arriva da Scolacium: l’arte non cambia il mondo da sola, ma può aiutare gli uomini a immaginarlo diverso. E ogni estate, tra le antiche pietre affacciate sul Mediterraneo, Armonie d’Arte rinnova questa possibilità.

