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I big calabresi del Pd a sostegno di Guccione. «Vinceremo al primo turno». Con un centrosinistra diviso?

I big calabresi del Pd a sostegno di Guccione. «Vinceremo al primo turno». Con un centrosinistra diviso?

Il Partito democratico si unisce intorno al nome dell’attuale consigliere regionale e “studia” per conquistare il Comune di Cosenza senza ballottaggio. Realtà o sogno? Intanto il Nuovo Centrodestra ribadisce l’impegno elettorale per Enzo Paolini

Il Pd si presenta col nuovo vestito firmato Carlo Guccione e annuncia che ha la forza per vincere al primo turno. Tutto da vedere, soprattutto perché il partito di Matteo Renzi arriva all’appuntamento elettorale dopo mesi e mesi di fratture e faide interne che hanno prodotto due cose: incertezza nel popolo dem e l’addio, quasi scontato, di Lucio Presta. Oggi in un noto hotel cittadino i democrat hanno mostrato i muscoli, affiancando il nuovo candidato sindaco per la corsa a Palazzo dei Bruzi con i big del partito calabrese e cosentino. Era presente il sottosegretario ai servizi segreti Marco Minniti, l’unico che ha cercato di trovare un accordo con l’Ncd, il presidente della Giunta regionale Mario Oliverio, il segretario regionale Ernesto Magorno, deputato come Enza Bruno Bossio – al fianco di Guccione – il presidente del Consiglio regionale Nicola Irto e gli esponenti verdiniani, Pino Galati ed Ennio Morrone, quest’ultimo in bilico fino a poche ore fa. «Siamo in campo per vincere, abbiamo la forza per vincere al primo turno» ha detto Carlo Guccione. «Abbiamo le liste per attivare una svolta vera etica e morale. Renzi mi ha detto “vai avanti che siamo sulla strada giusta» e qui verrebbe da dire che il premier non è a conoscenza delle vicende politiche che hanno caratterizzato gli ultimi giorni cosentini «e noi abbiamo un progetto di una grande Cosenza, con al centro l’Università, non possiamo riconsegnarla a chi l’ha distrutta», ha affermato l’attuale consigliere regionale. Oliverio invece fa “quadrato”. Ma dimentica che in realtà il centrosinistra è diviso in tre parti. «La candidatura di Guccione è espressione di una sintesi unitaria che si è determinata nel Pd e nella coalizione». Quello di Guccione «è un atto di grande responsabilità, una candidatura motivata anche dalla conoscenza della città. Cosenza ha bisogno di aprire una nuova fase, di rilancio nel quadro regionale e meridionale – ha detto Oliverio – e Guccione è la risposta a queste esigenze. In questi anni Cosenza ha mostrato tutti i suoi limiti». Limiti, quelli menzionati dal governatore Oliverio, mostrati a dire il vero anche dal suo partito che in queste settimane ha pensato di chiudersi a riccio, uscendo dal guscio solo quando ha tentato (senza esito) di ricucire lo strappo con i Gentile. Era inevitabile che finisse così, perché le scelte – nonostante siano state fatte comunque in ritardo su entrambi i schieramenti – non possono cambiare all’ultimo minuto. L’Ncd, sentitosi escluso dalle parole di Presta e da un corteggiamento tardivo del Pd, ha deciso di andare per la propria strada, condividendo un progetto politico, quello di Enzo Paolini, alternativo al programma di Mario Occhiuto. Diciamola tutta: se il sindaco uscente dovesse vincere le elezioni, arrivando prima dell’accoppiata Pse-Ncd (cosa non del tutto impossibile) cosa succederebbe nel Partito democratico? E se il nuovo sindaco fosse eletto al ballottaggio, ipotizziamo Occhiuto-Paolini, come si comporterebbero i democrat che fino alla scorsa notte hanno messo dei paletti sulla candidatura unitaria dell’avvocato cosentino? Per le risposte attenderemo il voto. (a. a.)

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