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BUFERA PRECARI ASP | Il gip di Cosenza applica la misura interdittiva a Perri, Scarpelli e Caserta

BUFERA PRECARI ASP | Il gip di Cosenza applica la misura interdittiva a Perri, Scarpelli e Caserta

Dopo gli interrogatori di garanzia, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Cosenza ha deciso di applicare la misura interdittiva nei confronti dei tre dirigenti indagati nell’inchiesta sulle “assunzioni elettorali” prima delle Regionali del 2014. Gli avvocati di Perri e Scarpelli annunciano ricorso al Riesame.

Il gip di Cosenza Giuseppe Greco, su richiesta della procura di Cosenza, ha applicato la misura interdittiva a Vincenzo Caserta, in qualità di dirigente generale reggente pro tempore del Dipartimento della Regione Calabria “Sviluppo Economico, Lavoro, Formazione e Politiche Sociali”; Gianfranco Scarpelli e Antonio Perri, il primo ex direttore generale dell’Asp di Cosenza, il secondo, funzionario della medesima Asp, direttore del Distretto Cosenza/Savuto e delegato dalla Direzione Generale per i rapporti con il Dipartimento – Assessorato al lavoro della Regione Calabria.

I tre dirigenti sono indagati nell’ambito dell’inchiesta sui presunti falsi precari dell’Asp di Cosenza che sarebbero stati assunti in modo illecito, sia perché non avrebbero avuto i requisiti per partecipare al bando che favoriva l’occupazione in Calabria sia perché una parte di essi avrebbero presentato fuori i termini previsti dalla legge le domande di inserimento nella graduatoria.

Perri e Scarpelli, difesi rispettivamente dagli avvocati Guido Siciliano e Giovanni Spataro, nel corso dell’interrogatorio di garanzia si erano avvalsi della facoltà di non rispondere perché secondo gli avvocati di fiducia era stato violato il diritto della difesa.

In particolare, i difensori di Scarpelli avevano evidenziato che «l’Azienda Sanitaria di Cosenza, nel periodo della gestione Scarpelli non ha svolto alcuna attività gestionale amministrativa nella vicenda. L’unica attività è consistita nella trasmissione delle domanda di utilizzo dei soggetti richiedenti, senza operare valutazione alcuna, demandata ex lege agli uffici regionali del dipartimento lavoro», mentre per Perri avevano ribadito che «l’indagato in particolare, nella vicenda ha effettuato solo attività di “passacarte”. Attività consistita nella semplice trasmissione delle domanda di utilizzo dei soggetti richiedenti, senza operare valutazione alcuna, demandata ex lege agli uffici regionali». Il caso vuole, però, che Scarpelli sia stato interdetto da una carica lasciata il 24 novembre del 2014. Sul punto gli avvocati annunciano azioni a sua difesa e naturalmente come per Perri e Caserta si rivolgeranno al tribunale del Riesame per chiedere la revoca della misura interdittiva. (Antonio Alizzi). 

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