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Il tribunale del Riesame conferma la misura interdittiva a Maximiliano Granata

Il tribunale del Riesame conferma la misura interdittiva a Maximiliano Granata

L’appello presentato dalla difesa dell’indagato è stato rigettato dai giudici di Catanzaro. Granata è stato sospeso per 12 mesi dalla carica di presidente del Consorzio “Valle Crati”, perché sospettato di abuso d’ufficio e corruzione elettorale. La decisione del Riesame arriva a distanza di un mese dall’udienza. 

Secondo la procura di Cosenza, Granata (difeso dagli avvocati Gianluca Garritano e Angelo Pugliese) avrebbe procurato «a Francesco Gallo un ingiusto vantaggio patrimoniale costituito nel disporre -, a spese della pubblica amministrazione, che subiva un danno» lo spazzamento di luoghi privati riconducibili allo stesso Gallo. Tutto ciò sarebbe stato fatto in cambio di voti nelle ultime elezioni comunali di Cosenza in quanto a sostegno di Mario Occhiuto era candidato il fratello dell’indagato, Vincenzo Granata, poi eletto in consiglio comunale.

In particolare il Riesame, motivando il rigetto della richiesta avanzata dai difensori di Granata, scrive che la gravità indiziaria rimane nonostante «la diversa lettera della conversazione intercorsa tra lo stesso Granata e il Bruno, dipendente della ditta “Ecologia Oggi”, dovendo interpretarsi il dichiarato dell’indagato alla luce dell’interno compendio captativo, oltre che delle dichiarazioni assunte dai dipendenti della impresa appaltatrice, elementi dai quali ben si comprende come la richiesta di spaiamento della strada non fosse limitata alla sola area “di fronte l’Eden Park”, ma comprendesse anche l’area di accesso a parcheggio dell’esercizio privato, secondo le necessità del Gallo».

Per i giudici, inoltre, «le dichiarazioni di Abenante Francesco tolgono ogni dubbio circa la natura illecita della richiesta formulata dal presidente del Consorzio nei confronti della ditta appaltatrice», si legge nell’ordinanza.

Il Riesame, infine, evidenzia che «in punto di esigenze cautelari questo tribunale ritiene che debbano essere condivise le considerazioni esposte dal primo giudice», riferendosi al gip del tribunale di Cosenza Giuseppe Greco, «laddove ravvisa il pericolo di reiterazione della condotta criminosa posta in essere dall’indagato, dovendo valorizzarsi le modalità del fatto, segnatamente la promessa indebita di un servizio in cambio di sostegno elettorale, unitamente considerato al contegno spregiudicato dello stesso indagato manifestato al momento della conferma dell’invio della spazzatrice (“…se non ti metti a disposizione… ti spacco le gambe…”), elementi che appaiono tali da superare la formale incensuratezza del Granata». Dunque, per i giudici le esigenze cautelari «devono ritenersi attuali».

Gli avvocato difensori Gianluca Garritano e Angelo Pugliese nei prossimo giorni lavoreranno per preparare il ricorso in Cassazione, convinti dell’infondatezza delle accuse mosse dalla procura di Cosenza al loro assistito. (Antonio Alizzi)

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