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Prostituzione minorile, nuovo scandalo a Bisignano: arrestate tre persone

Prostituzione minorile, nuovo scandalo a Bisignano: arrestate tre persone

Uno nuovo scandalo travolge la città di Bisignano. Questa mattina i carabinieri della Compagnia di Rende hanno eseguito tre ordinanze di custodia cautelare nei confronti di persone coinvolte nel secondo filone d’inchiesta relativa all’indagine della Dda di Catanzaro sullo sfruttamento della prostituzione minorile.

Questa volta al centro delle risultanze investigative, condotte dal Norm di Rende diretto dal tenente Fabrizio Ricciardi, sono finiti un 80enne di Bisignano, al quale il giudice Barbara Saccà ha applicato la misura degli arresti domiciliari, una 45enne cosentina, sottoposto al divieto di dimora nella regione Calabria e una 19enne cosentina, raggiunta dal medesimo provvedimento di “esilio”.

L’attività investigativa, condotta dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Rende e dai militari della Stazione Carabinieri di Bisignano, avviata nel mese di settembre 2016, costituisce un secondo filone afferente all’indagine che lo scorso marzo aveva consentito di eseguire tre misure cautelari nei confronti di Prezioso, Pugliese e Cipolla.

Gli ulteriori approfondimenti esperiti hanno disvelato un’ulteriore, torbida vicenda che ha visto coinvolto un uomo di Bisignano, indagato al momento per aver compiuto atti sessuali con un minore di 15 anni – la stessa vittima del primo filone – dietro pagamento di piccole somme di denaro e per aver tentato di adescare, successivamente nel tempo, lo stesso ragazzino al fine di consumare con lui altri rapporti sessuali.

Nel contesto della stessa attività sono emerse inoltre responsabilità a carico di due donne bisignanesi, che approfittando delle precarie condizioni economiche dello stesso giovane, lo avrebbero indotto ad avere rapporti sessuali con l’80enne, acquisendo poi parte del profitto delle prestazioni sessuali.

Le indagini sono coordinate dal pubblico ministero della Procura della Repubblica di Catanzaro, Debora Rizza, dal procuratore aggiunto, Vincenzo Luberto, con la supervisione del procuratore capo della Repubblica, Nicola Gratteri. (Antonio Alizzi)

 

 

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