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Sbarco migranti a Corigliano, arrestati tre presunti scafisti

Operazione congiunta della Questura di Cosenza e della Guardia di Finanza contro tre presunti scafisti rei di aver condotto migliaia di migranti verso l’Italia.

Le persone fermate sono il malese Bubakar Fofana, 25 anni, Ishmail Brima, 23 anni, e Abdul Kamara, 19 anni, entrambi della Sierra Leone.

Secondo quanto emerso Fofana farebbe parte di una struttura che, avvalendosi di mezzi di trasporto terreste e navale, opera per favorire l’accesso illegale di stranieri sul territorio italiano. Il giovane avrebbe avuto il ruolo di promotore dell’associazione per delinquere, operante in Libia, con il compito di contattare persone, in special modo provenienti dagli Stati del centro dell’Africa, interessate ad entrare illegalmente, via mare, in Italia, dietro il corrispettivo di somme variabili.

L’inchiesta, coordinata dalla procura di Castrovillari – che oggi ha emesso un fermo di indiziato di delitto nei confronti dei tre indagati – è stata arricchita dalla collaborazione di alcuni migranti, che hanno confermato che Fofana faceva parte dell’organizzazione criminale che a Sabrata, in Libia, gestiva il traffico di esseri umani verso le coste italiane, organizzando i viaggi dei migranti dal Centro Africa fino in Libia per poi ammassarli all’interno di un edificio.

Lo scorso 11 luglio scorso, si è imbarcato lui stesso per l’Italia. I due giovani della Sierra Leone sarebbero invece i conducenti dei gommoni utilizzati per la partenza. I tre sono stati trovati in possesso di diversi telefoni cellulari, di denaro contante e di supporti informatici, sequestrati in attesa dell’effettuazione di un’accurata analisi e dell’estrapolazione dei dati che contengono. I tre giovani sono stati portati nel carcere di Castrovillari.

PARLA FACCIOLLA. «E’ cambiato il modo di organizzare questi viaggi, di raggruppare le persone da trasferire in Italia» ha detto il procuratore capo di Castrovillari. «Era già emerso un mese fa, ma oggi abbiamo delle testimonianze che ci consentono di ricostruire le fasi della partenza di queste imbarcazioni e sappiamo che, utilizzando un gps, gli scafisti raggiungono un punto di ritrovo con altre imbarcazioni e, dopo qualche ora, interviene anche un’imbarcazione di appoggio che dà loro istruzioni sul da farsi. Poi arriva l’imbarcazione piu’ grande che recupera i migranti”. E ancora: «Uno degli scafisti aveva anche un cellulare che conteneva immagini molto interessanti, in cui si vede lui che si autoriprende, insieme alla sua donna con mazzette di centinaia di migliaia di euro. La collaborazione data dai migranti è stata decisiva».

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