Tutte 728×90
Tutte 728×90

‘Ndrangheta e politica, accesso antimafia nel comune di Colosimi. Indagato un geometra comunale

‘Ndrangheta e politica, accesso antimafia nel comune di Colosimi. Indagato un geometra comunale

Problemi giudiziari per il comune di Colosimi, dove il prefetto di Cosenza ha deciso di mandare la commissione d’accesso antimafia per chiarire quali siano i rapporti tra l’Ente e alcuni presunti mafiosi arrestati nell’ambito dell’operazione della Dda di Catanzaro, denominata “Stige”, che ha visto coinvolta la cosca Farao-Marincola di Cirò Marina.

La commissione disposta dal prefetto Gianfranco Tomao è composta dal vicequestore aggiunto di Cosenza, Giuseppe Zanfini che in termini investigativi ha contribuito negli anni in cui guidava la Squadra Mobile di Cosenza ad indebolire i clan operanti nell’area urbana cosentina, a cominciare dal gruppo “Rango-Zingari”, Vito Turco, viceprefetto aggiunto a Cosenza e da Francesco Trotta, responsabile del settore tecnico provinciale di Cosenza, sede coordinata dal provveditorato interregionale alle opere pubbliche Sicilia-Calabria di Catanzaro.

I FATTI CONTESTATI. Ci sono rapporti tra la criminalità organizzata e dipendenti dell’Ente cosentino? Dalle carte dell’inchiesta “Stige” emergono contestazioni molto chiare a carico di soggetti in servizio presso il comune cosentino e uomini vicini al clan di Cirò Marina. Nel caso di specie parliamo di una presunta turbativa d’asta, per la quale sono indagati Pasquale Spadafora, Paolo Maletta, Bruno Tucci, Luigino Comberiati e Vincenzo Zampelli.

La Dda contesta che nel maggio del 2015 sarebbe stato turbato il regolare svolgimento della gara per pubblici incanti bandita dal comune di Colosimi, avente ad oggetto la vendita del materiale legnoso derivante dal taglio del bosco di proprietà comunale, sito in località Spineto – Manca di Vona, nel Comune di Aprigliano per un prezzo avente base d’asta pari a 52.449,47 euro, con termine ultimo di presentazione fissato entro le ore 12 del 07/04/2015.

Maletta, in qualità di geometra comunale di Colosimi, attraverso contatti diretti con Spadafora, Comberiati, «anche per interposta persona» avrebbe informato i sopra citati della stessa esistenza e dell’andamento dell’iter amministrativo della procedura di gara, fornendogli notizie riservate «(“quali ad esempio l’andamento delle aste, il numero delle offerte frattanto pervenute al Comune e l’interessamento di ulteriori ditte concorrenti quali quella dell’imprenditore” minacciato)» e suggerendo indicazioni specifiche per la sua aggiudicazione.

Spadafora e Comberiati, dal canto loro, avrebbero provveduto ad individuare il partecipante fittizio alla gara e/o alla procedura amministrativa di affido, «contattando gli imprenditori Tucci e Zampelli, titolari e materiali gerenti la società “La Quercia Srl”, risultata infine aggiudicataria dei lavori, perché si prestasse a partecipare alla stessa, impartendogli direttive specifiche sulle offerte da presentare, fermo restando che i lavori sarebbero stati poi svolti effettivamente e materialmente lucrati anche dalla ditta boschiva “F.lli Spadafora S.r.l.” di San Giovanni in Fiore e da Comberiati, minacciando ulteriormente l’imprenditore al fine di allontanarlo dalla gara». Di Zampelli e Tucci, riporta il Ros di Catanzaro, se ne parla anche per un altro capo d’accusa relativi al comune di Aprigliano e dei loro presunti contatti con Adolfo D’Ambrosio, componente del clan “Lanzino” di Cosenza. (Antonio Alizzi)

Related posts