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Omicidio Antonio Taranto, condanna anche in appello per Domenico Mignolo

Omicidio Antonio Taranto, condanna anche in appello per Domenico Mignolo

La Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro con la formula del rito abbreviato ha condannato il presunto assassino di Antonio Taranto, confermando la sentenza di primo grado emessa dal gup del tribunale di Cosenza.

Rispetto la processo svoltosi a Cosenza, Domenico Mignolo ha avuto una riduzione di pena: dai 18 anni in primo grado ai 16 in appello. Ma nel complesso, come si può evincere, l’impianto accusatorio ha mantenuto nonostante le difese avevano fatto notare tutte le discrasie nelle indagini svolte dalla procura di Cosenza.

Assolto invece dal reato di favoreggiamento e false dichiarazioni alla polizia giudiziaria Leonardo Bevilacqua, difeso dall’avvocato Rossana Cribari, mentre confermata la condanna a un anno e 6 mesi per Riccardo Altomare, accusato del medesimo reato di Bevilacqua.

Antonio Taranto fu ucciso il 29 marzo del 2015 in via Popilia al termine di una lite tra Domenico Mignolo e un gruppo di persone che si trovavano sotto il palazzo in cui abitava. Da lì sarebbero partiti i colpi mortali per il giovane centauro, deceduto dopo aver perso tanto sangue nell’androne del palazzo in cui si consumò il delitto.

Mignolo, difeso dagli avvocati Filippo Cinnante e Andrea Sarro, mentre le parti civili sono rappresentate dagli avvocati Mariarosa Bugliari, Angela D’Elia e Francesco Tomeo. (a. a.)

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