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Ponte Cannavino, intervista al sindaco di Celico: «Sono preoccupato»

Ponte Cannavino, intervista al sindaco di Celico: «Sono preoccupato»

Intervista esclusiva ad Antonio Falcone, sindaco di Celico, da anni alle prese con il ponte Cannavino, elemento vitale per l’economia e la mobilità del centro presilano.

Sindaco Falcone, che idea si è fatto del crollo del ponte Morandi?

La viabilità in Italia ha bisogno di manutenzione e sono anni che questa sulle nostre strade non viene eseguita. Purtroppo capitano queste stragi, anche se le informazioni giungono in largo anticipo. Si deve sapere che non ci siamo svegliati quando è caduto il viadotto di Lecco, ma è una storia che dura da anni. Stiamo cercando di intraprendere questa battaglia con Anas per sapere i tempi di una manutenzione definitiva. Si è fatta una manutenzione straordinaria relativa all’impermeabilizzazione del ponte rifacendo l’asfalto. Al momento non abbiamo tempi certi.

In che modo si è mosso?

Personalmente ho chiesto un incontro al Prefetto, che è l’ennesimo, ne ho fatti una ventina. Mi sono interfacciato con tutti gli organi preposti. Avevamo anche trovato una via alternativa sistemando la strada di via Pianette (che collega Celico e Rovito, ndr), al fine di utilizzarla per i veicoli leggeri. Tansi parla di lavori a gennaio, ma al momento non abbiamo certezza e prontezza di nulla. Il ponte, comunque, è costantemente monitorato.

Antonio Falcone, sindaco di Celico

Sono stati installati dei semafori che, qualora dovessero verificarsi situazioni anomale, si attivano interrompendo il traffico. Mi sto battendo da quando mi sono insediato come sindaco, però a volte c’è poca serietà da parte di Anas la quale non comprende i disagi e le paure della cittadinanza. Chiedo più chiarezza e responsabilità da parte di Anas, sia per la situazione attuale e per gli interventi futuri. Fare di più è impossibile. Il viadotto è di proprietà dell’azienda.

Giornalmente a quanto ammonta il traffico sul ponte?

Di preciso non lo so, i dati Anas sono reperibili sul loro sito. E’ un’arteria necessaria e importante. Il ponte collega le città di Paola e Cosenza con la fascia ionica e la città di Crotone, nonché con la Sila. Il traffico c’è, sia per mezzi leggeri che pesanti. E’ una strada vitale per l’economia del territorio.

Le condizioni del ponte dal suo punto di vista.

Il mio parere può essere relativamente sufficiente o insufficiente, perché non sono un tecnico. Ho potuto seguire tutto l’iter della manutenzione straordinaria. Avevano utilizzato dell’argilla per diminuire i carichi, rivelatosi poi fallimentare per la comparsa delle buche. Pare che al momento la situazione sia sotto controllo, ma non possiamo avere certezza e contezza delle infrastrutture realizzate negli anni ’70 che richiedono una manutenzione ordinaria. Poi non c’è soltanto il ponte di Celico, ce ne sono tanti altri in Calabria che si trovano in una situazione simile. Infine, sembra che da parte del nuovo governo nazionale ci sia interesse. Speriamo che non siano i soliti slogan, ma un intervento definitivo. Anas ha messo in cantiere 5-6 milioni per l’adeguamento anti-sismico perché non sappiamo la reazione della struttura in caso di scosse telluriche». (Giulio Cava)

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