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Tragedia Raganello, polemiche sul mancato provvedimento “Gole sicure”

Tragedia Raganello, polemiche sul mancato provvedimento “Gole sicure”

– di Antonio Alizzi

A 24 ore dalla tragedia consumatasi nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, iniziano le prime polemiche. E tutto si concentra sul comune di Civita, dove il sindaco mesi fa avrebbe dovuto applicare un provvedimento denominato “Gole Sicure” per regolamentare l’accesso nelle gole del Raganello. 

Questo aspetto è tra i più discussi nelle ultime ore, ma diversi mesi fa sul web erano apparsi alcuni interventi in merito, che da un lato elogiavano l’intenzione di regolamentare l’accesso al Raganello e dall’altro chiedevano che comunque l’ingresso rimanesse libero.

Ma cosa è successo a febbraio? Il sindaco di Civita, Alessandro Tocci, aveva stilato un regolamento, che doveva essere condiviso dall’Ente Parco e dagli altre comuni in cui passa il torrente Raganello, vale a dire San Lorenzo Bellizzi, Francavilla Marittima e Cerchiara Calabra. Il regolamento sarebbe dovuto entrare in vigore dal 10 giugno al 30 settembre.

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Il provvedimento è rimasto senza le firme necessarie ai fini dell’applicabilità e perciò oggi si ipotizza che le istituzioni locali siano coinvolte sia nella procedura amministrativa avviata dalla prefettura di Cosenza sia dall’indagine penale aperta dalla procura di Castrovillari per i reati di omicidio colposo, inondazione, omissioni in atti d’ufficio, lesioni e disastro colposo.

Rimane in piedi anche il discorso delle guide. E su questo fronte, la situazione non è ben chiara. Se da un lato, l’Ente Parco sul suo sito pubblica un elenco delle guide formate e indica come avventurarsi nel Parco Nazionale del Pollino, e di conseguenza nelle gole del Raganello, dall’altro le guide non sono sotto il monitoraggio (ufficiale) dell’Ente Parco. Questo vuol dire che le guide per le escursioni, esperti o meno che siano, offrono il loro servizio a titolo personale. 

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Negli ultimi periodi, inoltre, i carabinieri forestali avevano iniziato una fase di controllo e monitoraggio della zona, viste le condizioni meteorologiche pessime, fermando gruppi di escursionisti che volevano intraprendere il percorso lungo il torrente. In alcuni casi, sarebbero stati richiesti anche i nomi delle guide che avrebbero accompagnato le persone nelle gole del Raganello.

Ritornando alle varie discussioni aperte sul web, riportiamo alcuni passaggi di un articolo pubblicato da Franco Zunino, segretario generale Aiw: «Date le dimensioni della gola, si ritiene che il numero di 20 persone contemporaneamente sia decisamente eccessivo ed anche difficilmente gestibile dagli accompagnatori, per cui se ne consiglia la riduazione della metà.

Tuttalpiù, limiti più elevati con obbligo di accompagnamento si potrebbero mettere per un breve tratto iniziale per soddisfare quei visitatori meno esigenti e solo attratti dalla curiosità della gola, che può benissimo soddisfarsi dalla sua visione iniziale senza impattare su tutta la sua lunghezza. In tal caso anche un pagamento di un ticket di accesso può avere un senso, visto l’obbligo della guida.

Non è inoltre stabilito quanti di questi gruppi possono essere consentiti; logica farebbe pensare ad 1 (uno) al giorno, ma temiamo che la richiesta turistica, essendo legata anche ad un aspetto economico (pagamento di un biglietto di ingresso) miri a più gruppi!

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Riteniamo inoltre che si possa e debba consentire l’accesso libero e per tutto l’anno anche a singoli o a piccoli gruppi (esempio: non più di 5 persone); in tali casi dopo previa comunicazione di accesso, ed anche in tali casi a non più di due o massimo tre al giorno, a condizioni che siano distanziati di almeno alcune ore da uno all’altro; ciò per assicurare loro una sensazione di libertà e di solitudine. In tali casi anche con la possibilità di un libero pernottamento di fortuna».

Emanuele Pisarra, invece, scriveva: «Il Canyon del Raganello ha bisogno di un regolamento perché negli ultimi anni l’afflusso indiscriminato di visitatori ha notevolmente contribuito a modificare l’assetto ambientale del Torrente. Noi di Civita, che qui siamo cresciuti e lo abbiamo esplorato sin da ragazzi, abbiamo le prove di questo cambiamento. Sono scomparsi tantissimi uccelli e non ci sono più pesci; lo schiamazzo di gente che batte i caschi in acqua, come se si trovasse in un qualsiasi acquapark, DEVE essere eliminato o quantomeno ridimensionato.

Continuo a pensare che ha fatto bene il Sindaco a proporre una forma di regolamentazione; ha fatto male a non coinvolgere i tanti singoli soggetti e associazioni che da anni lavorano su e per questo territorio e che avrebbero potuto apportare il proprio contributo alla discussione.

In realtà, io sono dell’avviso che questo Regolamento debba essere stilato non dal Comune, ma dall’Ente Parco che, appellandosi alle norme transitorie contenute nel Piano del Parco, può benissimo predisporre una REGOLA per l’accesso alle Gole, così come al Fiume Lao e a tutti gli altri ambienti “critici” del territorio che protegge».

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