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Cosenza, ritiro a San Giovanni in Fiore. E lo stadio diventa rossoblù

Cosenza, ritiro a San Giovanni in Fiore. E lo stadio diventa rossoblù

Nella seconda metà di luglio il Cosenza tornerà in ritiro a San Giovanni in Fiore. Confermati hotel e stadio, che nel frattempo diventa rossoblù.

Sarà ancora San Giovanni in Fiore il luogo prescelto per il ritiro del Cosenza in estate. La società ha già confermato la location delle ultime due fasi precampionato che, guai a sfidare la cabala, hanno portato decisamente bene.

Partenza posticipata

Come facilmente ipotizzabile, anche quest’anno non c’è la necessità di dare il via alla stagione nei primi dieci giorni di luglio: il Cosenza non disputerà la prima fase della Tim Cup (la Coppa Italia sarà di nuovo sponsorizzata dal colosso della telefonia, ndr) e attenderà con calma di entrare in gioco al secondo turno. Di sicuro avverrà in casa al Marulla contro una formazione di C o di D, con ogni probabilità nel week-end del 5 agosto. Rispetto alle stagioni passate in Lega Pro, i calciatori dei Lupi si tufferanno nel verde della Sila (confermata anche la location dell’Hotel Duchessa della Sila, ndr) più o meno dal 20 luglio dopo aver sostato in città qualche giorno per il rituale delle visite mediche e dei test atletici al Sanvitino.

Lo stadio diventa rossoblù

A San Giovanni in Fiore, nel frattempo, gli sportivi si stanno fidelizzando sempre di più al rossoblù del Cosenza. C’è chi tifa Crotone considerata la vicinanza con la cittadina ionica, ma l’appeal esercitato da Tutino e compagni è stato tale da spostare una fetta di consensi. A tal proposito, in attesa che Corsi e compagni diano il via al il ritiro, l’amministrazione comunale sta provvedendo con largo anticipo a regalare un impatto visivo differente a quanti poi assisteranno dal vivo agli allenamenti e alle amichevoli. Gli spalti del “Valentino Mazzola” abbandonano i colori granata-oro (troppo simili al giallorosso in effetti) per sposare quelli rossoblù. Un segno di vicinanza e di stima da parte della cosiddetta “Capitale della Sila”. (Antonio Clausi)

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