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Miceli: «Basta dinosauri a Rende, l’unico rinnovamento siamo noi»

L’affondo del candidato sindaco del Movimento 5 Stelle ieri sera all’hotel Europa. All’incontro anche l’aspirante primo cittadino di San Pietro in Guarano Sirangelo e i parlamentari Orrico e Misiti

Il dietrofront del ministro Barbara Lezzi appena ventiquattr’ore prima certo non ha aiutato la piena riuscita dell’evento, ma sulle poltroncine rosse e verdi sistemate in fila di fronte al resto della sala, all’hotel Europa di Rende, ne sono seduti abbastanza perché la serata faccia comunque il suo corso. Ci sono due parlamentari calabresi, Anna Laura Orrico e Massimo Misiti, e due candidati sindaco: Domenico Miceli per Rende e Amerigo Sirangelo per San Pietro in Guarano. Al centro, a guidarli con le sue domande, il giornalista Francesco Mannarino. Una discussione che rimbalza dal nazionale al locale, da temi come sanità, università e lavoro agli spazi urbani.

Capitolo Sanità

È Misiti a introdurre il tema della situazione sanitaria in Calabria, con le sue mille criticità e i quattro nuovi ospedali in programma. «Ma bisogna capire che non si può avere un ospedale in ogni comune. Non ci servono presidi in tutte le città, ci servono ospedali efficienti». Così anche sul nuovo ospedale di Cosenza. «È utile – dice – ma non ci si può fare la guerra su dove costruirlo, in quale angolo, l’importante è che sia adeguato alle esigenze dei cittadini».

Università e start up

Reddito e pensioni di cittadinanza – cavalli di battaglia del M5S – trovano posto nel discorso di Orrico. Ma ce n’è anche per le start up, su cui – afferma la parlamentare – si sta investendo molto. Con un occhio alla situazione locale. E l’occhiolino a una futura amministrazione cittadina legata a un Governo amico. “Il lavoro che noi stiamo facendo a livello governativo si ripercuote nei territori con una forza maggiore se su quei territori ci sono istituzioni ricettive. Non parlo solo delle amministrazioni locali ma anche, per esempio, delle università. A Rende abbiamo la fortuna di avere un’istituzione molto ricettiva come l’Unical, che ha puntato tanto sulle start up. Le amministrazioni locali devono lavorare su questo, sulle connessioni con le università e con il Governo per avere delle ricadute sul territorio”.

«Un’area mercatale a San Pietro in Guarano»

E a proposito di territorio, è con i candidati sindaco che si entra nello specifico delle questioni locali. Di una comunità come quella di San Pietro in Guarano dove – afferma Sirangelo – «i cittadini si sentono abbandonati dagli esponenti politici locali e chiedono di poter tornare a essere protagonisti della vita politica». Nel concreto, espone l’intenzione di avviare una forte collaborazione con i comuni limitrofi, partendo da Rende e dall’area confinante della frazione di Padula, dove, spiega, «abbiamo intenzione di creare un’area mercatale per dare spazio e valorizzare le nostre eccellenze locali»-

Miceli: «Il passato non può tornare»

Il clima da campagna elettorale – una campagna particolarmente agguerrita a Rende dove a darsi battaglia sono ben nove candidati sindaco – prende forma più definita nelle parole di Miceli. «Quest’anno a Rende sono tornati i dinosauri», esordisce. «Quelli che pensavamo di aver eliminato, tutta la vecchia politica che ha governato questa città negli ultimi trent’anni e che adesso vorrebbe spacciarci il ritorno al passato come una prospettiva idilliaca. È un idillio che noi proprio non riusciamo a vedere. Di quello che è stato negli ultimi trent’anni noi vediamo solo edilizia, e sappiamo quanti interessi vi ruotino attorno».

Il futuro? Per Miceli è «l’innovazione». «Puntiamo su questo. Non abbiamo nessuna intenzione di spendere un solo euro per certe opere sponsorizzate dagli altri e inutili, come il parco acquatico. Nel nostro programma il parco acquatico non c’è perché pensiamo non serva ai cittadini. Abbiamo invece pensato, per esempio, a un sistema di videosorveglianza nelle aree periferiche, per mettere in piedi un controllo del territorio che a oggi manca».

E poi il capitolo città unica. «Dobbiamo pretendere rispetto. Non è possibile che ancor prima di aver avviato una discussione con i cittadini ci sia già il nome della città unica. C’è stato un balzo in avanti della città di Cosenza che non possiamo consentire. Devono essere i cittadini a decidere, non la politica nel chiuso delle sue stanze. Noi abbiamo chiesto che si faccia uno studio di fattibilità attraverso cui spiegare alla gente vantaggi e svantaggi, condotto da una società imparziale che non abbia alcun legame con interessi locali».

Un accenno ancora alle «connessioni con Roma», grazie alle quali, afferma Miceli, «riusciremo con più facilità a portare all’attenzione del Governo le istanze locali». E l’affondo finale. «Alle prossime elezioni di Rende si sono presentate tante coalizioni e tanti esponenti di partiti che si sono messi insieme sulla base di non si sa quali accordi. Noi abbiamo messo insieme una squadra che porta avanti le sue idee, siamo l’unica forza di rinnovamento possibile per questa città. Tutti gli altri ci hanno già provato ma hanno fallito. Non dobbiamo permettere che si torni indietro». (Mariassunta Veneziano)

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