Giudiziaria

Trent’anni senza Denis: il 18 novembre 1989 cambiò la vita dei Bergamini

Il 18 novembre 1989 Denis Bergamini morì lungo la 106 Jonica nei pressi di Roseto Capo Spulico. Indagini già chiuse: attesi nuovi sviluppi.

Il 18 novembre 1989 nei pressi di Roseto Capo Spulico, Denis Bergamini finì di vivere. Fu trovato morto sotto un camion lungo la “strada della morte”, la nota 106 Jonica. Era sabato, freddo e pioggia. Lì si spensero i sogni del centrocampista del Cosenza. L’uomo della provincia di Ferrara che aveva conquistato i cuori dei tifosi rossoblù e anche quelli di Isabella Internò, la fidanzata storica. Con lei aveva avuto una relazione intensa, ma travagliata. Un aborto in Inghilterra e tanti misteri che ancora devono essere chiariti. Nel 1989 si parlò di suicidio, tant’è vero che il camionista, Raffaele Pisano, originario di Rosarno, fu assolto dal pretore di Trebisacce dall’accusa di omicidio colposo. Poi nel 2011, un dossier corposo della famiglia Bergamini diede il via alla seconda indagine sulla morte di Denis. La procura di Castrovillari, all’epoca diretta dal procuratore capo Franco Giacomantonio, indagò per quattro anni, ricostruendo ogni passaggio. Si basò sulle “indicazioni” raccolte dall’avvocato Gallerani e dalla sorella Donata. Quattro anni di testimonianze e perizie che avevano portato ad un’archiviazione.

Morte di Denis Bergamini, ci saranno nuovi indagati

Nel 2016, il procuratore capo Eugenio Facciolla subentra alla guida della procura di Castrovillari. Incontra la sorella Donata e l’avvocato Fabio Anselmo. Legge la richiesta di riapertura delle indagini, focalizzando la sua attenzione sulla possibilità di riesumare la salma. Cosa che avverrà qualche mese più tardi. I cinque periti concluderanno così: «Denis Bergamini morì soffocato». Un omicidio fatto passare per suicidio. Isabella Internò è indagata per omicidio volontario, Raffaele Pisano e il marito della Internò, il poliziotto Luciano Conte per favoreggiamento. Nel corso delle indagini, che si sarebbero concluse di fatto alcuni mesi fa, la procura di Castrovillari ha seguito diverse piste: dal calcioscommesse alla droga. Escludendo, a quanto pare, quella del movente passionale (già scandagliato e ritenuto insussistente nella prima indagine). Ora si attendono le determinazioni della procura di Castrovillari. Molto probabilmente ci saranno nuovi indagati. Una verità dunque da riscrivere, dopo 30 anni di misteri.

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Antonio Alizzi

Giornalista professionista dal 13 giugno del 2012. Dal 2002 al 2006 ho lavorato con "La Provincia Cosentina", curando le pagine del calcio dilettantistico. Nel 2006 passo al quotidiano regionale "Calabria Ora", successivamente "L'Ora della Calabria", in servizio presso la redazione sportiva. Mi sono occupato del Cosenza calcio e delle notizie di calciomercato. Nel 2014, inizio l'avventura professionale con il quotidiano nazionale "Cronache del Garantista", scrivendo per la cronaca giudiziaria nel Distretto di Catanzaro. Ora collaboro con Cosenza Channel e due riviste nazionali.

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