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Gratteri replica alla Bruno Bossio: «Show? La storia spiegherà tante cose»

Il procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri risponde alla domanda della giornalista Latella sull'inchiesta show "Rinascita-Scott".

Il procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri oggi è intervenuto su SkyTg24, nel corso della trasmissione condotta dalla giornalista Maria Latella. Domande, ovviamente, incentrate sull’operazione “Rinascita-Scott” che ha disarticolato tutte le cosche del Vibonese. In particolare modo, quella dei Mancuso di Limbadi. Indagini antimafia, quelle condotte dai carabinieri, che hanno portato all’arresto anche di politici, avvocati e ufficiali dell’Arma dei carabinieri. Gratteri, tuttavia, ha risposto anche alla domanda sulle dichiarazioni di Enza Bruno Bossio, deputata del Pd e moglie di Nicola Adamo. L’ex consigliere regionale è stato colpito dal divieto di dimora in Calabria per traffico d’influenze.

Le parole di Nicola Gratteri a SkyTg24

«Non voglio entrare nel merito di questi commenti, posso solo dire che sarà la storia a spiegare tante cose anche dei commenti di questi giorni». Il capo della Dda di Catanzaro, inoltre, elogia il gioco di squadra: «Ci sono colleghi che lavorano 13 ore al giorno, anche sabato e domenica, per mettere a punto una strategia investigativa efficace, insieme alle forze dell’ordine presenti su tutto il territorio. Questi provvedimenti – ricorda Gratteri – sono stati emessi da un giudice terzo». La ‘ndrangheta ormai è diventato un fenomeno criminale di caratura mondiale: «Non è più una questione meridionale. E’ presente in tutti i continenti per il narcotraffico e dal 1970 ha deciso di entrare nella massoneria “deviata”, creando la “Santa”».

Gratteri e la morte: «Ho paura, ma l’addomestico»

Secondo Gratteri, la ‘ndrangheta ha preso il posto della politica «che nel corso degli ultimi 20 anni si è indebolita tantissimo». Sul fatto della “fuga di notizie”, il procuratore capo di Catanzaro anticipa che «ci sono già dei sospettati». Quando Maria Latella gli chiede se ha paura della morte, il magistrato reggino risponde così: «Sì ho paura, ma è importante addomesticarla e soprattutto parlare con la morte. Nel 1989 ho fatto una scelta precisa. Spararono a casa della mia fidanzata, dicendole che avrebbe sposato un uomo morto. Faccio questo lavoro da oltre 30 anni, ma non ho mai ricevuto proiettili o minacce. Quelle le ho lette nelle intercettazioni ambientali e telefoniche». 

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Antonio Alizzi

Giornalista professionista dal 13 giugno del 2012. Dal 2002 al 2006 ho lavorato con "La Provincia Cosentina", curando le pagine del calcio dilettantistico. Nel 2006 passo al quotidiano regionale "Calabria Ora", successivamente "L'Ora della Calabria", in servizio presso la redazione sportiva. Mi sono occupato del Cosenza calcio e delle notizie di calciomercato. Nel 2014, inizio l'avventura professionale con il quotidiano nazionale "Cronache del Garantista", scrivendo di cronaca giudiziaria. Ora collaboro con Cosenza Channel e due riviste nazionali.

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