mercoledì,Settembre 28 2022

Anche a Cosenza i pazienti saranno curati col farmaco anti-artrite: scorte arrivate

Sono già arrivate a Cosenza le prime scorte del tocilizumab, il farmaco de La Roche, che all’ospedale “Pascale” di Napoli è stato sperimentato per la prima volta come possibile cura per il Coronavirus, dando dei risultati positivi su alcuni pazienti. La casa farmaceutica ha già dichiarato che rifornirà gratuitamente tutti gli ospedali italiani, e a

Anche a Cosenza i pazienti saranno curati col farmaco anti-artrite: scorte arrivate

Sono già arrivate a Cosenza le prime scorte del tocilizumab, il farmaco de La Roche, che all’ospedale “Pascale” di Napoli è stato sperimentato per la prima volta come possibile cura per il Coronavirus, dando dei risultati positivi su alcuni pazienti. La casa farmaceutica ha già dichiarato che rifornirà gratuitamente tutti gli ospedali italiani, e a Cosenza stamattina sono giunti i rifornimenti.

Che cos’è e come funziona il farmaco

Ma come mai un farmaco che cura tutt’altro è stato individuato come possibile (al momento solo possibile) cura dei sintomi più gravi del Covid-19? Il tocilizumab, un anticorpo monoclonale umanizzato, è solitamente utilizzato per la cura dell’artrite reumatoide. Questo tipo di anticorpi si rivela fondamentale per la cura di malattie cosiddette “autoimmunitarie”, quelle patologie, cioè, in cui per ragioni spesso sconosciute, le difese dell’organismo, anziché difendere il corpo, lo attaccano.

È un farmaco immunosoppressore, proprio perché va a rimodulare una risposta immunitaria che in alcune malattie è eccessiva e quindi pericolosa. L’intuizione che il suo utilizzo potrebbe essere determinante per combattere il nuovo virus, si è basata sull’osservazione del comportamento proprio delle nostre difese naturali.

Di fronte ad una attivazione forte del sistema immunitario (che può derivare dall’esposizione a un virus così aggressivo come il Covid-19), il corpo aumenterebbe di riflesso la produzione di citochine. Le citochine sono delle proteine che hanno il compito di dare alle cellule delle istruzioni precise (tra le altre, ad esempio, gli dicono come resistere agli attacchi virali). Quelle prodotte dal sistema immunitario, che svolgono un ruolo fondamentale nell’attivazione delle nostre difese, sono le interleuchine e le chemochine.

Cosa dicono i medici del farmaco anti-artrite

«L’interleuchina 6 ha spiegato al Messaggero, Paolo Ascierto dell’Istituto Pascale di Napoli – è una citochina in grado di stimolare l’infiammazione acuta, il suo rilascio in massa può causare anche ad una insufficienza respiratoria molto simile a quella che si scatena dall’infezione del coronavirus». Insomma, da queste primissime osservazioni, ma siamo ancora in una fase molto sperimentale, quindi la cautela deve essere doppia, sembrerebbe che il nostro organismo, davanti a questo virus che penetra nei polmoni, reagisca in modo violento per tentare di combatterlo e ucciderlo, ma questo lo porta a una sovrapproduzione di citochine che sortisce, invece, l’effetto contrario.

L’opinione di Walter Ricciardi (OMS)

«Abbiamo parlato ieri con l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) per avviare un protocollo su tutto il territorio nazionale che possa valutare l’efficacia del farmaco testato a Napoli per la cura di effetti infiammatori gravi causati da Covid-19». Così ha detto Walter Ricciardi, membro dell’esecutivo dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e consulente del ministero della Salute, durante la trasmissione Agorà su Raitre. «È un farmaco contro l’artrite reumatoide che anche i cinesi stanno utilizzando ma per poter dire con certezza se sia realmente efficace deve essere tastato su molte persone e in modo serio, non soltanto su due come fatto da colleghi a Napoli, che però hanno avviato un discorso importante. Quanto ai tempi per i risultati, stiamo parlando di settimane se non mesi».

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