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I pentiti: «Ecco come funziona il “Sistema Cosenza”»

I collaboratori di giustizia parlano del "Sistema Cosenza". «Nessuno può spacciare fuori dal "sistema", chi lo fa viene picchiato».

In un altro servizio (LEGGI QUI), abbiamo accennato al “Sistema Cosenza”, spiegando che in città e nei dintorni tutti possono spacciare, purché vengano rispettate le regole. Ora, invece, riportiamo le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia. Sono i pentiti infatti ad aver parlato per la prima volta del “Sistema Cosenza” che, badate bene, non riguarda solo il mondo della droga, ma abbraccia anche le estorsioni, l’usura e probabilmente anche i rapporti tra ‘ndrangheta e politica. (LEGGI I NOMI DELLE PERSONE ARRESTATE)

I carabinieri del Nucleo Investigativo di Cosenza, diretti dal maggiore Giuseppe Sacco, hanno ricostruito minuziosamente le parti riguardanti al presunto narcotraffico messo in piedi da Alfonsino Falbo e Sergio Raimondo. Tutto, però, orbitano sulla figura di Gianfranco Sganga, storico esponente della criminalità organizzata cosentina. Così, i pentiti fanno il suo nome e quello di tanti altri appartenenti alla ‘ndrangheta cosentina. Nel “Sistema Cosenza“, dunque, ci sono tutti i clan.

Il “Sistema Cosenza”, secondo Giuseppe Zaffonte

Uno degli ultimi collaboratori di giustizia, Giuseppe Zaffonte (all’esordio investigativo nell’ordinanza cautelare per l’omicidio di Giuseppe Ruffolo), parla così del “Sistema Cosenza”. «Prendere la droga “Sottobanco” significa non prenderla dal “Sistema” istituito dalle organizzazioni criminali a Cosenza» affermava il 2 settembre del 2019, Giuseppe Zaffonte. «Dell’attività di narcotraffico di tutti questi soggetti io lo so per certo in quanto all’interno del “Sistema” si sa sempre a chi potersi rivolgere. Tutti questi spacciatori si muovono sempre all’interno del “Sistema”, passando da un referente all’altro perché è sempre come se fosse la stessa cosa», ma « fuori dal “Sistema” non si può spacciare».

Zaffonte circa un anno fa aveva fatto anche il nome di Gianfranco Sganga: «Del “Sistema”, autorizzato allo spaccio c’è il gruppo di Gianfranco Sganga», allargando il cerchio anche verso il gruppo di Marco Perna. Il pentito Zaffonte, inoltre, aveva sottolineato come «tutti i soggetti menzionati spacciano», ma i nomi sono coperti da omissis, così come quelli di coloro che sono stati “battezzati”. Segreto istruttorio, però, anche su un soggetto che «da circa tre anni non è più nel “Sistema”». 

Lo spaccio di droga nella zona universitaria

Come detto, nessuno può spacciare fuori dal “Sistema Cosenza” se non autorizzato, perché in quel caso «si parla di sottobanco» aveva chiarito Zaffonte. «Una volta ad esempio è successo a noi con dell’erba venduta all’università, che è zona nostra; in quella occasione per ritorsione siamo andati a prelevarla direttamente da questi studenti universitari che avevano spacciato a casa, gli abbiamo preso 3 kg. Di erba che non abbiamo restituito: si trattava di parenti dei Pesce». 

«So che poi sono saliti direttamente i Pesce per chiedere spiegazioni e noi gli abbiamo spiegato che a Cosenza funziona così, che c’è il “Sistema” fuori del quale non si può spacciare, per cui non gli abbiamo restituito nulla e hanno perso tutto. Quando a me proponevano la marijuana buona a Crotone io non potevo prenderla altrimenti avrei fatto “Sottobanco”, per cui facevo presente la circostanza a chi c’era fuori come referente». 

«Chi non rispetta il “Sistema” viene picchiato»

Sempre Zaffonte, concludendo la parte riguardante il “Sistema Cosenza”, precisava che «più volte è capitato che chi spacciava “Sottobanco” venisse picchiato; ad esempio è successo con … omissis … e con … omissis …, che sono andati a rifornirsi a Cetraro, senza avere l’autorizzazione, in un periodo in cui noi non avevamo nulla. Hanno preso piccole quantità di cocaina e sono stati picchiati», ricordando un episodio anche davanti una pescheria dell’hinterland. E infine, «il “Sistema” si occupa anche delle estorsioni e dell’usura, a Cosenza quest’anno, in occasione delle festività natalizie se ne sono occupati: … omissis ….». (1/continua).

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Antonio Alizzi

Giornalista professionista dal 13 giugno del 2012. Dal 2002 al 2006 ho lavorato con "La Provincia Cosentina", curando le pagine del calcio dilettantistico. Nel 2006 passo al quotidiano regionale "Calabria Ora", successivamente "L'Ora della Calabria", in servizio presso la redazione sportiva. Mi sono occupato del Cosenza calcio e delle notizie di calciomercato. Nel 2014, inizio l'avventura professionale con il quotidiano nazionale "Cronache del Garantista", scrivendo di cronaca giudiziaria. Ora collaboro con Cosenza Channel e due riviste nazionali.

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