mercoledì,Maggio 25 2022

Berardi e il Cosenza. Mazzulla: “Era fatta, ma non fecero la foresteria”

Domenico Berardi ieri è stato uno dei migliori in campo della Nazionale. Il calciatore cariatese, classe ‘94, ha propiziato l’autogol di Demiral che ha sbloccato Turchia-Italia. Un merito non da poco. Eppure l’attuale esterno, legato ormai a doppio filo al Sassuolo, è stato a un passo dal vestire la maglia rossoblù. La storia, nota in

Berardi e il Cosenza. Mazzulla: “Era fatta, ma non fecero la foresteria”

Domenico Berardi ieri è stato uno dei migliori in campo della Nazionale. Il calciatore cariatese, classe ‘94, ha propiziato l’autogol di Demiral che ha sbloccato Turchia-Italia. Un merito non da poco. Eppure l’attuale esterno, legato ormai a doppio filo al Sassuolo, è stato a un passo dal vestire la maglia rossoblù. La storia, nota in città, sta viaggiando sui social all’indomani della grande prestazione dell’Olimpico.

Mazzulla: «Vi spiego come andó»

A raccontarci per filo e per segno la vicenda in esclusiva a Cosenza Channel, l’allora responsabile del Settore Giovanile, Peppino Mazzulla. «Assunsi questo ruolo con l’arrivo a Cosenza di Massimiliano Mirabelli – ci ha raccontato al telefono – e legai a doppio filo al 1914 la scuola calcio di Mirtocrosia. Di quel gruppo lì, dei classe ‘94, faceva parte appunto Mimmo Berardi, ma non solo: c’erano anche Canotto e Fornito». La vicenda si snoda rapidamente fino ad arrivare al passaggio di proprietà: «Quando la società passò di mano ai Pagliuso, venne stretto un accordo per le giovanili con la scuola calcio Marca, rappresentata da Andrea Cariola: a quel punto chiamai a Mirtocrosia per dirgli che avevamo interesse su Domenico».

Berardi e il Cosenza, come saltó l’accordo

E arriviamo al punto focale della storia: «In quei pochi giorni – continua a dire Mazzulla – Andrea Cariola e Luca Pagliuso avevano deciso che non avremmo potuto avere una foresteria. Io spiegai loro che un ragazzo di Mirtocrosia, di Trebisacce o di Rossano (Fornito e Canotto, ndr) non avrebbe potuto viaggiare tutti i giorni per fare allenamento. Sarebbero bastati degli appartamenti, come facevo a Rende». Insomma, lì si consumo la rottura: «A quel punto dovetti rinunciare a Berardi, a Canotto e a Fornito. Parlai con Massimiliano Mirabelli e gli dissi che avrei lasciato il Cosenza, nonostante le sue insistenze». Questa la ricostruzione dei fatti da parte di Peppino Mazzulla.