sabato,Marzo 2 2024

Mammasantissima | Il romanzo criminale di Franco Muto

Ci vorrà il 1992 per far sì che il suo mito dolente di “Re del pesce” trovi conferma in un’aula di tribunale con una condanna per associazione mafiosa che rimarrà poi isolata per i successivi trent’anni

Mammasantissima | Il romanzo criminale di Franco Muto

Cetraro è una delle principali mafie della provincia, se non la principale. Ma anche una delle più impenetrabili. Che ha in Franco Muto il suo capo indiscusso. Il suo è forse l’unico clan di ‘ndrangheta che non ha dovuto fare i conti con il pentitismo. Mai un tradimento o una diserzione. Il che ha complicato tanto la vita a chi, da quarant’anni, indaga su di esso.

Muto è un boss che conta, rispettato anche dalla camorra, capace di prosperare in edilizia, narcotraffico, estorsioni. E di costruire un impero nel settore ittico, da lui monopolizzato con il racket su oltre 150 km di costa, ma capace di valicare anche i confini regionali, toccando Basilicata e Campania.

Il suo gruppo si è fatto largo con la forza, a suon di omicidi, alcuni dei quali eccellenti e destinati all’impunità: quello di Lucio Ferrami, imprenditore coraggioso che si oppose al pagamento del pizzo; e poi Giannino Losardo, segretario della Procura di Paola e consigliere comunale del Pci.  «Tutto il paese sa chi mi ha sparato» dirà in punto di morte. Tutti sanno, nessuno parlerà. 

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