«Da alcune settimane in casa dei cosentini e delle cosentine arrivano le “ingiunzioni di pagamento” per omessa corresponsione del tributo per la verifica degli impianti termici relativa all’anno 2020. Molte famiglie stanno ricevendo addirittura due diverse ingiunzioni per lo stesso impianto. I controlli sulle caldaie sono stati introdotti con una legge degli anni ‘90 ed al termine della verifica sulla combustione l’impresa che ha la manutenzione della caldaia rilascia un bollino del costo di € 18,00 che poi provvede a versare nelle casse del Comune. Ebbene, il Comune di Cosenza ha pensato bene di fare cassa in danno ai cittadini: a fronte di un tassa che doveva essere di 18,00 € ad impianto adesso ne richiede ben 120,00€ per l’anno 2020 (l’anno del lock- down)». È quanto si legge in un comunicato a firma del Circolo area urbana “Gullo-Mazzotta” Partito della Rifondazione Comunista di Cosenza.

«Quell’anno i controlli furono posticipati e molti saltarono ma, la beffa più grande, è che la maggioranza dei cittadini è in regola ed il Comune ha richiesto ugualmente la tassa. La situazione è grave: molti cittadini da giorni fanno la fila presso l’ufficio tributi e, dopo aver atteso per ore, si sentono rispondere di dover tornare con la copia della documentazione da presentare al protocollo.

Nell’era del digitale il Comune di Cosenza non ha provveduto a creare una piattaforma cui poter accedere per avere e dare informazioni, per cui al danno si aggiunge la beffa. Solo un’amministrazione con i bilanci in rosso poteva escogitare una mossa del genere. Rifondazione Comunista è accanto ai cittadini e invita a chiedere l’annullamento delle cartelle quando dovuto», conclude il comunicato di Rifondazione comunista