L’obiettivo degli antagonisti è scalzare Flavio Stasi. A Corigliano Rossano sono iniziate le grandi manovre. Alcune in sordina, altre già alla luce del sole, anche perché alle prossime – le seconde – elezioni amministrative della storia della neonata città, mancano poco più di dieci mesi.

Assodato da un pezzo che il sindaco Stasi si ricandiderà – la sua personale campagna elettorale è bella che iniziata da circa un anno, ovvero da quando è tornato ad essere onnipresente ovunque – non sono pochi i nomi che circolano e che proveranno a vestire i panni dell’outsider. E saranno panni pesantissimi, perché in questa particolare fase il primo cittadino in carica sembra essere nettamente in vantaggio, anche se a macchia di leopardo nelle varie zone della città. A Corigliano, per esempio, non sembra più “tirare” come un tempo, anzi. Ma le chiacchiere (e le critiche) da marciapiede faranno spazio alle schede e solo allora si tireranno le somme. 

A quei calcoli, certamente vorranno partecipare i due fronti canonici; la coalizione di centrodestra formata da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Azione, con il movimentismo e quella di centrosinistra, più frastagliata e disomogenea, oltre ai cosiddetti “civici”. I nomi e le ipotesi, quindi, non mancano, le riunioni neppure.

Centrodestra

Da qualche mese i partiti hanno iniziato a vedersi. Il primo obiettivo è quello di definire la coalizione su base programmatica aprendo ai movimenti civici. La logica di coalizione sembra essere piuttosto semplice: capire chi c’è e poi puntare sul nominativo “ufficiale” da proporre alla città. Voci, pour parler, chiacchiericci, riferiscono che Forza Italia potrebbe proporre al tavolo Giuseppe Turano, ma i ragionamenti complessivi sembrano essere ancora in fase embrionale. Ci penseranno Ernesto Rapani, Giuseppe Graziano, Domenico Furgiuele e Pasqualina Strafacea tirare le fila, plausibilmente non prima di settembre, ottobre prossimi.

Tra le fila del centrodestra, anche il dirigente di Fratelli d’Italia Giovanni Dima – ad oggi non propriamente vicino alle sorti del partito di Giorgia Meloni – starebbe muovendosi con circospezione, con l’ambizione di candidarsi a sindaco. Già assessore regionale e deputato del Pdl, Dima potrebbe essere coinvolto nel nascente progetto dell’associazione “Riferimenti mediterranei”, di ispirazione destrorsa e romana, con l’ambizione di radicarsi sui territori. Dima, in questo caso, potrebbe cadere a pennello, perché al di là di ogni tema di smentita, è indubbio come l’ex deputato stia incontrando più volte storici rappresentanti della destra cittadina, nostalgici d’un tempo, ed ex sindaci aennini come Giuseppe Geraci e Giuseppe Antoniotti

Centrosinistra

A sinistra, è notorio, ci sarà Flavio Stasi, cinque anni fa è stato eletto anche col contributo di Forza Italia e dei geraciani. L’attuale primo cittadino si è dichiarato apertamente di centrosinistra, e la sua storia personale lo conferma ampiamente. Ma è stato quasi costretto a farlo dopo polemiche furibonde innescate sulla natura della coalizione che lo ha sostenuto e la nomina dell’assessore Costantino Argentino, di certo non uno cresciuto a pane e comunismo, anzi. Tant’è che l’assessore al Turismo è (tutt’ora) vicinissimo alle posizioni del centrodestra di governo (regionale), tra la nonchalance sbandierata da Stasi. 

Oggi il sindaco vorrebbe ricandidarsi sostenuto dall’alleanza giallorossa, quindi dal Partito democratico e del Movimento cinque stelle. Ma mentre oltre metà del Pd coriglianorossanese è contro di lui, più di qualche segnale c’è stato con la paludese e vicecapogruppo alla Camera, Vittoria Baldino, con la quale non sono mancati appuntamenti e dialogo.

Ai nastri di partenza, ancora, potrebbe (ri)esserci anche Gino Promenzio, esponente della sinistra cittadina, già tesserato Pd, celebre ortopedico di fama internazionale, leader delle opposizioni in consiglio comunale. Qualche mese addietro la sede di “Civico&Popolare, il movimento politico che lo ha sostenuto, con la compartecipazione proprio di buona parte del Pd, ha riaperto battenti e non sono pochi quelli che vedrebbero di buon grado la sua candidatura. Peraltro tra i papabili è l’unico “mezzo sangue”: cognome e padre rossanese, formazione e origini materne coriglianesi.

Sempre a sinistra potrebbe competere Nilo Domanico, ingegnere anche lui di profilo internazionale, già direttore dei lavori dell’orto botanico più grande del mondo in Oman. Non mancano gli ammiratori, come non mancano i contatti con porzioni di società civile pronte a sostenerlo. 

I civici

In mezzo ci sono quelli che guardano con interesse al parterre elettivo in modo neutro, bandendo le ideologie partitiche. Tra questi, i ben informati riferiscono il nome della ex senatrice grillina, Rosa Silvana Abate, apertamente antifusionista di ferro. È bene dirlo, siamo nel campo delle suggestioni più che in quello delle candidature, alle quali aspirerebbe, però, molto volentieri l’ex sindaco Stefano Mascaro, al governo di Rossano per soli 18 mesi ante fusione. Troppo pochi per lasciare il segno. Mascaro è figlio d’arte e fine politico di rango a cui non dispiacerebbe affatto poter proseguire e perseguire la sua idea di grande città. 

A proposito di antifusionisti, bisognerà capire come agiranno gli scissionisti, quelli che hanno raccolto circa seimila firme – dicono loro – per chiedere alla Regione un referendum che non arriverà mai o, quantomeno, non nei primi quindici anni dalla data di fusione (così recita la modifica di una legge regionale approvata alcuni mesi addietro nell’ambito di un omnibus in consiglio regionale). Che sia stata propaganda/trovata con fini elettorali, in molto non sembrano avere dubbi; che vogliano provare ad allestire una lista è probabile. Bisognerà capire però, se presenteranno un loro candidato a sindaco o si schiereranno con uno già in campo. Ma a patto che sia coriglianese. Peraltro, a peggiorare lo scenario, l’ondata populista sembra in fase di esaurimento.

Insomma, Stasi è convinto di vincere a mani basse mentre il centrodestra crede di avere argomenti e risorse per scalzarlo. In dieci mesi può succedere di tutto ma l’attimo fuggente va colto in fretta.