sabato,Marzo 2 2024

‘Ndrangheta a Cassano, carcere duro anche per “Semiasse”

Applicato il 41bis a Nicola Abbruzzese, ritenuto il “reggente” dell’omonima cosca dopo la cattura del giovane Luigi Abbruzzese

‘Ndrangheta a Cassano, carcere duro anche per “Semiasse”

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha applicato il 41 bis anche a Nicola Abbruzzese, alias “Semiasse”, ritenuto il “reggente” dell’omonima cosca di Cassano Ionio, a seguito della cattura del nipote Luigi Abbruzzese, figlio di Franco Abbruzzese, alias “Dentuzzo”.

Luigi Abbruzzese, com’è noto, era stato arrestato dalla Squadra Mobile di Cosenza al termine di un periodo di latitanza durato quasi tre anni. Anche per lui il Guardasigilli di recente aveva firmato il decreto che dispone il carcere duro per i soggetti accusati di mafia e terrorismo.

Per quanto riguarda Nicola Abbruzzese, parliamo di un soggetto che dal 2018 in poi, fino al giorno dell’ordinanza di “Athena”, avrebbe mantenuto le refine del gruppo criminale leader del narcotraffico nella Sibaritide e non solo. Individuati, secondo quanto emerge dalle carte dell’inchiesta di “Athena”, i suoi rapporti con gli Abbruzzese di Cosenza, con i quali avrebbe fatto affari con il traffico di droga. Frequentazioni che sarebbero avvenute con Luigi Abbruzzese, alias “pikachu”, Marco Abbruzzese, alias “Lo Struzzo”, e infine con Ivan Barone e Gianluca Maestri, ex “reggenti” degli “zingari” di Cosenza dal 13 dicembre 2019 al 31 agosto 2022, ovvero 24 ore prima che scattasse la maxi operazione “Reset” contro la ‘Ndrangheta cosentina. Barone e Maestri, ad oggi, sono due collaboratori di giustizia. Il primo ormai ha avviato il suo percorso collaborativo da oltre un anno e mezzo, mentre Maestri ha “saltato il fosso” solo due mesi fa, rendendo dichiarazioni etero ed auto accusatorie nel procedimento penale “Athena”, ovviamente tutte ancora da riscontare.

Figura centrale, secondo la Dda di Catanzaro, è dunque Nicola Abbruzzese, fratello di “Dentuzzo” e figlio di Celestino, al secolo “Asso di Bastoni”. Un altro 41 bis a un presunto mafioso dopo quello imposto sabato scorso a Roberto Porcaro. La magistratura tiene alta la guardia e non intende fare sconti a nessuno.

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