Il sindaco di Corigliano-Rossano critica la strategia regionale basata sui droni e chiede un piano strutturale per tutelare i boschi
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«I like non spengono gli incendi, la pianificazione e le opere li riducono». Il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, interviene sull’emergenza che sta interessando diverse aree della Calabria e critica le strategie adottate dalla Regione per la prevenzione e il contrasto dei roghi boschivi.
Il primo cittadino esprime innanzitutto solidarietà ai sindaci e agli amministratori impegnati nei territori colpiti, ai vigili del fuoco, alle forze dell’ordine, alla Protezione civile, ai volontari e alle associazioni coinvolte nelle operazioni.
La vicinanza viene estesa anche alla Giunta regionale e al Dipartimento regionale di Protezione civile, con i quali Stasi auspica la massima collaborazione istituzionale durante la fase emergenziale.
Le valutazioni successive assumono però un carattere fortemente politico e contestano l’efficacia delle misure predisposte dal governo regionale.
La critica al post di un partito del centrodestra
Stasi manifesta preoccupazione per un contenuto pubblicato sui canali ufficiali di uno dei partiti che sostengono la maggioranza regionale.
Secondo il sindaco, nel messaggio sarebbe stato ipotizzato un disegno politico dietro gli incendi appiccati nei territori amministrati dal centrodestra.
«Piuttosto che costruire un solido anello istituzionale intorno all’emergenza per mitigare i danni dei fenomeni attuali, si prova ad attribuire la piromania a un presunto disegno politico contro le amministrazioni di centrodestra», afferma Stasi.
Il sindaco definisce questa ricostruzione «un chiaro segno di squilibrio» e si dice convinto che sarà smentita dagli altri rappresentanti dello stesso partito.
Nella dichiarazione non viene indicato quale formazione politica abbia diffuso il post né sono riportati il testo integrale del messaggio e la posizione dei suoi autori.
«Le misure regionali non producono effetti sui territori»
Il sindaco collega l’intensità degli incendi anche a una condizione meteorologica definita straordinaria e accusa i partiti di centrodestra di sottovalutare gli effetti dei cambiamenti climatici.
Stasi sostiene inoltre che le misure antincendio adottate dalla Regione avrebbero prodotto soprattutto effetti comunicativi, senza incidere in maniera sufficiente sulla protezione concreta dei territori.
«Viene confermato quanto sostengo da tempo, cioè che le misure antincendio messe in campo dalla Regioneincendio messe in campo dalla Regione Calabria rappresentano un mero espediente mediatico senza nessuna ricaduta positiva sui territori», dichiara.
Si tratta della valutazione politica del sindaco di Corigliano-Rossano. Nella nota non è presente una replica della Giunta regionale né una ricostruzione dettagliata degli interventi, delle risorse e dei risultati ottenuti dal sistema antincendio regionale.
L’attacco alla centrale regionale dei droni
Uno dei passaggi più critici riguarda il sistema regionale di controllo attraverso i droni.
Stasi lo definisce una «trovata mediatica» utile, a suo giudizio, a individuare soltanto una parte limitata degli incendi e a produrre contenuti destinati ai social network.
«La mega-centrale di controllo regionale dei droni è utile per fare qualche reel sensazionalistico nel quale si individua un caso su cento», afferma.
Secondo il sindaco, la maggior parte degli episodi continuerebbe invece a essere fronteggiata direttamente dai vigili del fuoco, dalla Protezione civile e dai Comuni, spesso in condizioni operative difficili.
Stasi richiama la presenza in Calabria di circa 650mila ettari di superficie forestale, sostenendo che una parte molto ampia del territorio resterebbe priva di un adeguato sistema di controllo, manutenzione e prevenzione.
La richiesta di personale e interventi strutturali
Per il primo cittadino, la strategia contro gli incendi dovrebbe essere costruita su una pianificazione di medio e lungo periodo.
Gli interventi proposti comprendono l’impiego stabile di personale per il controllo delle aree boschive, la pulizia e la manutenzione dei terreni, la realizzazione di barriere antincendio e opere di protezione calibrate sulle caratteristiche dei singoli territori.
Un ruolo centrale dovrebbe essere assegnato alle Amministrazioni comunali, considerate da Stasi indispensabili per individuare le criticità locali e programmare gli interventi.
«Investire in protezione e prevenzione degli incendi significa investire in una pianificazione di medio-lungo termine», osserva il sindaco.
Secondo Stasi, una politica di questo tipo avrebbe minore visibilità mediatica rispetto all’utilizzo dei droni, ma produrrebbe maggiori benefici per la popolazione e per il patrimonio ambientale.
Un piano per la valorizzazione delle foreste
Il sindaco chiede che, una volta conclusa la fase più critica dell’emergenza, venga aperto un confronto istituzionale tra Regione, Comuni e soggetti impegnati nella tutela del territorio.
L’obiettivo dovrebbe essere la predisposizione di un vero piano per la valorizzazione e la protezione delle risorse forestali calabresi.
Stasi collega la prevenzione degli incendi anche alla possibilità di creare occupazione stabile e sostenibile nelle aree interne e montane.
La gestione dei boschi, la manutenzione dei versanti e il monitoraggio del territorio potrebbero infatti generare opportunità lavorative e, contemporaneamente, ridurre il rischio di propagazione delle fiamme.
«Auspico che, prendendo atto del fallimento delle misure attuali, si apra un confronto istituzionale reale», afferma.

