La richiesta di un parere legale sulla procedura concorsuale riaccende il confronto politico ad Aprigliano. Il gruppo consiliare di minoranza “Insieme Si Può” torna a intervenire sul concorso bandito dal Comune per l’assunzione di un vigile urbano, sollevando dubbi sulla gestione dell’iter e chiedendo maggiore trasparenza.

Secondo quanto riferito dai consiglieri di opposizione, dopo le istanze di annullamento in autotutela presentate dallo stesso gruppo, la Giunta comunale avrebbe fornito al responsabile amministrativo l’indirizzo di acquisire una valutazione legale sulla vicenda.

I consiglieri Muto e De Paoli dichiarano di essere «molto preoccupati» e chiedono di conoscere il professionista incaricato, il contenuto del mandato affidato e i costi che il Comune dovrà sostenere.

Nel comunicato non è riportata la posizione dell’Amministrazione comunale né quella dell’ufficio responsabile del concorso. Non sono inoltre indicati il nominativo del legale, l’importo dell’eventuale incarico e i tempi previsti per la consegna del parere.

La richiesta di annullamento in autotutela

La vicenda nasce dalle istanze con le quali “Insieme Si Può” ha chiesto al Comune di riesaminare la procedura e valutarne l’annullamento in autotutela.

L’autotutela consente alla pubblica amministrazione di verificare la legittimità dei propri atti e, in presenza dei presupposti previsti, di modificarli o annullarli senza attendere una decisione giudiziaria.

La minoranza sostiene di aver segnalato diverse irregolarità relative al concorso. Nel comunicato, tuttavia, non vengono descritte nel dettaglio tutte le contestazioni né sono allegati gli atti amministrativi ai quali esse si riferiscono.

Muto e De Paoli affermano che alcune anomalie sarebbero già «palesemente accertate». Si tratta della posizione espressa dal gruppo consiliare, che dovrà essere confrontata con la documentazione della procedura e con le valutazioni degli uffici competenti.

Il parere legale richiesto dalla Giunta

Il punto maggiormente contestato riguarda il ruolo assunto dalla Giunta nella decisione di chiedere una valutazione giuridica.

«Appare strano che sia stata la politica e non gli uffici a decidere su tale parere», sostengono i rappresentanti di “Insieme Si Può”.

I consiglieri chiedono quindi chi stia effettivamente gestendo il concorso: la maggioranza politica oppure il settore amministrativo competente.

La richiesta di un parere esterno, in sé, può essere utilizzata da un ente pubblico per affrontare questioni giuridiche particolarmente complesse. Resta però necessario chiarire quale sia l’oggetto preciso della consulenza, quale ufficio abbia proposto l’incarico, con quale atto sia stato affidato e quali risorse siano state impegnate.

La pubblicazione di questi elementi permetterebbe di ricostruire con maggiore precisione il rapporto tra l’indirizzo politico della Giunta e le competenze gestionali degli uffici.

La critica sui costi per il Comune

La minoranza contesta anche l’eventuale spesa necessaria per acquisire il parere legale.

Secondo Muto e De Paoli, il costo avrebbe potuto essere evitato rinviando di alcune settimane la prova scritta e utilizzando quel periodo per approfondire le questioni sollevate.

«Bastava differire la prova scritta di qualche settimana, evitando così un costo inutile per le casse comunali», affermano i due consiglieri.

Il comunicato non specifica quando si sia svolta o fosse programmata la prova, quali fossero le ragioni che avrebbero impedito il rinvio e se lo spostamento avrebbe avuto conseguenze sull’intera procedura.

L’opposizione ritiene comunque che una scelta maggiormente prudente avrebbe consentito di affrontare preventivamente i dubbi e di ridurre il rischio di contenziosi o ulteriori spese.