Dopo che la protesta della piazza ha assunto i contorni istituzionali con il Consiglio comunale aperto, imprenditori locali sarebbero pronti a farsi avanti per garantire un nuovo corso
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La questione della cessione del Cosenza Calcio torna con forza al centro del dibattito cittadino con l’avvicinarsi della fine della stagione sportiva che vedrà la compagine di Antonio Buscè impegnata nei playoff per la promozione in Serie B. Da anni, ormai, il rapporto tra la tifoseria rossoblù e la gestione guidata da Eugenio Guarascio è segnato da una frattura profonda, diventata nel tempo una contestazione diffusa e costante.
Gran parte del pubblico considera concluso il ciclo dell’attuale proprietà, ritenendo inevitabile un cambio ai vertici per restituire entusiasmo e prospettiva al calcio cittadino. Una richiesta che, nelle ultime settimane, ha superato i confini del tifo per assumere una dimensione più ampia. A rafforzare questo scenario è stato anche l’ultimo Consiglio comunale aperto, che ha dato una veste istituzionale al malcontento.
Il sindaco Franz Caruso ha infatti chiarito che, in presenza delle attuali tensioni, il Comune potrebbe non concedere il nulla osta per l’utilizzo dello stadio Marulla nella prossima stagione. Una posizione netta, che definisce la situazione come un vero e proprio problema sociale e che aumenta la pressione sulla proprietà del club.
Cessione Cosenza calcio, una cordata pronta a farsi avanti
Parallelamente, la Gazzetta del Sud stamattina ha prospettato l’ipotesi di una nuova compagine pronta a entrare in gioco per la cessione Cosenza. A coordinare il gruppo ci sarebbe il consulente finanziario Luca Di Donna, già in passato accostato all’ambiente rossoblù. Nell’estate del 2021, infatti, si parlò molto di un suo grande passo. Fu proprio il consulente finanziario a spiegare come stavano le cose nonostante “l’investitura” ricevuta qualche giorno prima da Paolo Fabiano Pagliuso.
Attorno a lui, infatti, si starebbe consolidando oggi una rete di imprenditori del territorio. Tra i nomi più rilevanti figura quello di Alfredo Citrigno, attivo nella sanità privata e già intervenuto pubblicamente nei mesi scorsi manifestando interesse per il futuro del club. Celebre fu l’assemblea del cinema Italia nello scorso autunno in cui si incalzò Eugenio Guarascio che alla fine non prese in considerazione le offerte prospettategli.
La possibile cordata vedrebbe inoltre la partecipazione della famiglia Menotti, realtà industriale nel settore alimentare con base a Colosimi, insieme ad altri profili noti del panorama economico cosentino, come il gioielliere Sergio Mazzuca e Franco Malizia. Un gruppo eterogeneo, ma accomunato dall’obiettivo di imprimere una svolta e rilanciare il progetto sportivo. In questo contesto, la cessione del Cosenza appare sempre sospesa tra pressioni popolari, segnali istituzionali e movimenti imprenditoriali. Resta da capire quale sarà la posizione definitiva di Guarascio e se le interlocuzioni potranno trasformarsi in una trattativa reale.


