Nove partite. Proprio come nel 2018. Il numero, per il Cosenza, non cambia. Cambia tutto il resto: la forma del viaggio, la distribuzione delle difficoltà, il peso dell’ultimo ostacolo. Otto anni fa la squadra di Piero Braglia partì dal primo turno del girone e arrivò fino alla notte di Pescara, dove batté il Siena 3-1 conquistando la Serie B. Oggi, invece, il Cosenza entra in gioco dal secondo turno del girone. Un turno in meno all’inizio, ma una gara in più alla fine. Il totale resta identico: nove partite per trasformare il sogno in promozione.

Il Cosenza del 2018 disputò gare playoff contro Sicula Leonzio, Casertana, Trapani, Sambenedettese, Südtirol e Siena, tra turni secchi, doppi confronti e finale in gara unica. Il Cosenza di oggi, partendo dal secondo turno della fase del girone, avrebbe davanti lo stesso percorso numerico: una gara nel turno del girone, due nel primo turno nazionale, due nel secondo turno nazionale, due in semifinale e due in finale. Nove anche stavolta. Nel 2018 la finale era una porta stretta e improvvisa: una sola partita, campo neutro, dentro o fuori. Siena-Cosenza si giocò a Pescara, in gara secca, con la promozione decisa in una notte. Oggi, invece, il regolamento prevede che anche la finale dei playoff di Serie C si disputi su andata e ritorno. Non più una partita sola per salire in Serie B, ma 180 minuti, con eventuali supplementari e rigori in caso di equilibrio complessivo.

Il vantaggio del Cosenza

Il vantaggio iniziale del Cosenza attuale sta nel piazzamento. I lupi, da quarti classificati, saltano il primo turno del girone ed entrano direttamente nel secondo. In questa fase la partita è secca e si gioca mercoledì 6 maggio in casa della squadra meglio piazzata. In caso di parità al termine dei 90 minuti, passa la squadra con la migliore classifica nella regular season. Al debutto, il Cosenza avrebbe due risultati su tre. Ma c’è un altro aspetto fondamentale, che rende ancora più importante superare il primo ostacolo. Così come abbiamo spiegato, se il Cosenza dovesse superare il secondo turno del girone, sarebbe matematicamente testa di serie nel primo turno nazionale. Il motivo è legato alla classifica maturata nella regular season: i rossoblù sono la migliore quarta classificata dei tre gironi. Alle terze classificate e al Potenza, vincitore della Coppa Italia Serie C, si aggiungerebbe quindi proprio il Cosenza nel gruppo delle teste di serie.

Essere testa di serie nel primo turno nazionale significherebbe giocare in casa la gara di ritorno e qualificarsi anche in caso di parità complessiva al termine dei 180 minuti, quindi con lo stesso numero di gol realizzati tra andata e ritorno. Sicuramente un bel vantaggio.