Il Cosenza arriva all’ultima giornata con un’abbondanza offensiva che, a questo punto della stagione, può diventare un’arma pesantissima. Il gol di Simone Mazzocchi contro il Trapani ha restituito a Buscè un attaccante vero, uno di quelli che spostano gli equilibri, mentre il rientro di Aldo Florenzi dopo la squalifica amplia ulteriormente il ventaglio delle soluzioni. Domenica a Cava de’ Tirreni, contro la Cavese, i rossoblù si giocheranno ancora le proprie carte per chiudere al 3° posto, sperando in un successo e in un passo falso della Salernitana sul campo del Foggia.

Attacco da favola

Intanto, però, c’è un dato che racconta bene il potenziale offensivo dei Lupi: il Cosenza ha segnato 57 gol in 37 giornate ed è il secondo miglior attacco del girone, alle spalle del solo Benevento. In avanti Buscè ha davvero tanto in mano. Per il ruolo di punta centrale può scegliere tra Mazzocchi, Beretta, Perlingieri e Achour, quattro profili diversi per caratteristiche ma tutti utili in una fase della stagione in cui serviranno energie, alternative e letture corrette delle partite. Sulle corsie offensive, invece, il ventaglio è altrettanto ampio: Baez, Emmausso, Florenzi e Cannavò si contendono due maglie, in un reparto che unisce strappo, qualità, gol e capacità di accendere l’uno contro uno. È una concorrenza che obbliga l’allenatore a scegliere bene di volta in volta chi schierare titolare e chi, poi, giocarsi a gara in corso.

Prosepettiva playoff

Se il Cosenza riuscisse a blindare il 3° posto eviterebbe i primi passaggi dei playoff, ma anche se dovesse partire dal gradino immediatamente sotto avrebbe comunque un capitale tecnico offensivo che poche altre possono permettersi. Buscè, insomma, ha il problema che ogni allenatore vorrebbe avere: lasciare fuori giocatori forti. E da qui a fine stagione, tra Cavese e gli spareggi, la differenza potrebbe farla proprio la profondità del reparto avanzato.