Il 26 e 27 giugno torna a Cosenza uno degli appuntamenti culturali più attesi dell’estate. Ospiti, concerti, fumetto, filosofia e dibattiti nel segno dell’“Horror Vacui”, il tema scelto per il 2026
Tutti gli articoli di Cultura
PHOTO
Torna con una line up che mescola musica, fumetto, filosofia, stand up comedy e riflessione sociale l’Aghia Sophia Fest, il festival ideato dall’associazione Il Filo di Sophia che il 26 e 27 giugno animerà i BoCs Art di Cosenza. Il co-direttore artistico Giuseppe Bornino, ospite negli studi di Cosenza Channel ha svelato tutti i dettagli del doppio appuntamento che colorerà il lungo Crati.
Il tema scelto per questa sesta edizione è “Horror Vacui”, espressione latina che richiama la paura del vuoto. Un concetto che il festival ribalta trasformandolo in occasione di ascolto e riflessione. «Non siamo più abituati ad ascoltare il silenzio, il vuoto e l’assenza» ha spiegato Bornino. «Se invece impariamo ad ascoltarli, può emergere uno sguardo nuovo, creativo e diverso sul mondo e sulle nostre comunità».
Tra gli ospiti più attesi spicca certamente Fumettibrutti, nome d’arte di Josephine Yole Signorelli, una delle autrici più influenti del fumetto contemporaneo italiano. Insieme a Francesco Cattani sarà protagonista di un reading dedicato ai temi dell’identità, della trasformazione e della costruzione di sé, in un dialogo che attraversa questioni oggi al centro del dibattito pubblico.
Grande curiosità anche per la presenza di Elio Germano. L'attore romano arriverà a Cosenza in una veste insolita, quella di musicista, con il suo storico progetto hip hop “Bestierare”, attivo dalla fine degli anni Novanta. «Non reciterà, ma canterà», ha sottolineato Bornino, annunciando una delle esibizioni più attese dell’intero festival.
Il programma musicale sarà particolarmente ricco. Nella prima giornata saliranno sul palco gli Uzeda, storica formazione noise rock siciliana che manca da Cosenza da diversi anni, insieme ai Qunos e ai Plastic Farm Animals. Il giorno successivo toccherà invece a Bestierare e a Dutch Nazari, artista capace di fondere la matrice hip hop con la tradizione cantautorale italiana.
Spazio anche alla comicità con Maura Bloom e al pensiero critico con una serie di incontri dedicati alle controculture contemporanee e al rapporto tra uomo e tecnologia. Tra i momenti più significativi figura inoltre la mostra “Heart of Gaza”, che raccoglie i disegni realizzati dai bambini della Striscia e che rappresenta uno degli appuntamenti culturali più intensi dell’intera manifestazione.
L'edizione 2026 segna anche un nuovo capitolo per i BoCs Art. Proprio l’associazione Il Filo di Sophia realizzerà infatti una biblioteca popolare dedicata principalmente all'infanzia e all'adolescenza all'interno di una delle casette sul Crati. Un presidio culturale permanente che punta a restituire centralità a uno spazio che negli ultimi anni ha vissuto una lunga fase di declino.
«Cosenza Vecchia deve tornare a vivere» ha concluso Bornino. E l'Aghia Sophia Fest, ancora una volta, prova a farlo attraverso la cultura, la partecipazione e l'incontro tra linguaggi diversi.



