Ba e Palmieri non hanno ancora dato ciò che cercava Buscè: tra equilibrio, alternative e gol persi, la scelta col Sorrento pesa. E Garritano cerca il rilancio
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Il punto non è “chi ha preso il posto di Kouan”. Il punto è che, da quando l’ivoriano è stato ceduto al Benevento, il Cosenza ha cambiato faccia proprio nel reparto che regge tutto: il centrocampo. E oggi, più che una semplice sostituzione, serve un nuovo modo di stare in partita, di tenere ritmo e di accompagnare l’azione senza perdere solidità.
Ba e Palmieri maluccio
Buscè lo ha capito subito e, nelle ultime due uscite, ha provato a darsi una risposta chiara: fiducia ai rinforzi di gennaio. Ba e Palmieri sono stati investiti di minuti e responsabilità nelle sfide con Cerignola e Atalanta, ma la sensazione è che il reparto non abbia ancora trovato la “spinta” che permetta di respirare e di comandare. Qualcosa funziona a tratti, ma non basta per dare l’idea di una soluzione definitiva. Il vuoto lasciato da Kouan, infatti, non riguarda solo corsa e recuperi. Riguarda soprattutto quel tipo di presenza che mette ordine quando serve e accelera quando la partita lo chiede. Un mix che finora non è emerso con continuità, e che costringe l’allenatore a un bivio: continuare a insistere per far crescere Ba e Palmieri dentro il sistema, oppure cambiare rotta e scegliere profili diversi per caratteristiche.
Garritano cerca il rilancio
E qui entrano in gioco le alternative. Garritano porta qualità, gestione e letture. Contiliano può dare più energia e copertura. E poi c’è un tema che in spogliatoio si avverte: la gestione di chi aspetta. Il cosentino, in particolare, è rimasto ai margini nelle ultime tre, sempre in panchina, e una chance vera potrebbe cambiare anche l’inerzia mentale del reparto. In tutto questo c’è un dettaglio che spesso passa sotto traccia, ma pesa parecchio: Kouan non era solo equilibrio. Era anche un contributo pesantissimo in zona gol, visti che ne ha segnati 6, che oggi va ritrovato in qualche modo, tra inserimenti, seconde palle e presenza dentro l’area. Se il centrocampo non produce, la squadra si allunga e davanti diventa più difficile trovare soluzioni pulite.
Langella unica certezza
Una certezza, però, resta: Langella è il perno, l’uomo attorno a cui ruotano le scelte. Il resto è ancora un cantiere. E la partita col Sorrento diventa il classico crocevia: non tanto per cambiare uomini, quanto per trovare finalmente una direzione chiara. Perché dopo Kouan non serve una copia. Serve una risposta.

