I quattro migranti pakistani, rinvenuti carbonizzati all'interno di un'auto in un distributore di carburante lungo il vecchio tracciato della Statale 106 ad Amendolara, sono stati uccisi. L’omicidio è avvenuto in favore di telecamere nell’area di servizio tra le 12,30 e le 13 quando l’area di servizio era deserta perché chiusa. Gli assassini, dopo aver ucciso i quattro stranieri, hanno fatto rifornimento dando alle fiamme la macchina in cui c’erano i quattro corpi. Questa ricostruzione si evince dal luogo del delitto: le pompe sono infatti a terra. Sono ricercate due persone, già identificate.

Sono giunti a questa conclusione gli inquirenti che fin dal macabro ritrovamento hanno eseguito ogni accertamento e stanno già sentendo dei titolari di attività del posto. L'ipotesi aveva già preso piede da subito tra gli investigatori. Le indagini sono condotte dagli agenti della Squadra Mobile di Cosenza (col capo Gianni Albano già sul posto insieme al Questore Antonio Borelli) e della Polstrada di Trebisacce.

La procura competente è quella di Castrovillari, col pm Alessandro D'Alessio notiziato istante per istante sulle novità. Sul luogo della strage è giunta anche il pubblico ministero di turno della Procura di Castrovillari, Roberta Bello, che sta coordinando direttamente le indagini insieme agli agenti della Polizia Scientifica e agli investigatori impegnati nei rilievi all’interno dell’area del distributore dove è stata trovata l’auto carbonizzata con i quattro corpi.

Si segue una pista, trapela dagli investigatori, tanto che lo stato dei luoghi e della vettura al momento dell'arrivo dei vigili del fuoco faceva escludere da subito quella dell'incidente. Gli investigatori sperano di avere un aiuto nelle loro indagini dai sistemi di videosorveglianza presenti nel distributore e nella zona: la visione dei filmati è già iniziata.

L’attenzione degli agenti è rivolta in particolare verso una telecamera rivolta verso la stazione di servizio. Nel frattempo stanno prendendo le impronte sulla cassaforte dove si inseriscono i soldi per il rifornimento oltre a rinvenire tracce di DNA all’esterno. È molto probabile che analizzeranno tutte tutti i soldi in contanti contenuti nella macchinetta automatica.

Nonostante sia stata confermata l'ipotesi dell'omicidio, non è stata attribuita alla 'ndrangheta, visto il luogo dove si trovava l'auto. Le cosche, in questa parte di territorio, hanno già usato il fuoco per distruggere i corpi delle loro vittime, ma sempre in campagna, luoghi isolati, e mai in un luogo come un distributore di carburante e su una strada ad alta frequentazione. La circolazione sulla Statale 106 è ripresa.