L’indagine della Procura di Milano va avanti e vaglia le nuove denunce arrivate dopo l’esplosione del caso mediatico, in arrivo nuove convocazioni per i testimoni che si sono fatti avanti puntando il dito contro la presunta “cricca”
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Prosegue l’inchiesta della Procura di Milano sulle presunte irregolarità nel sistema delle designazioni arbitrali tra Serie A e Serie B. Un’indagine che, partita nell’ottobre 2024 e coordinata dal procuratore Marcello Viola e dal pm Maurizio Ascione con il supporto della Guardia di Finanza, continua ad arricchirsi di nuovi elementi e testimonianze.
Negli ultimi giorni, almeno sei arbitri o ex direttori di gara hanno depositato ulteriori esposti, aggiungendosi a quelli già presentati nei mesi precedenti. Le nuove segnalazioni anticipate da Repubblica si sommano a quelle del tifoso-avvocato del Verona Michele Croce, dell’ex arbitro calabrese Domenico Rocca, primo fischietto a denunciare le presunte anomalie, e dell’ex collega Eugenio Abbattista, che per primi avevano acceso i riflettori sul cosiddetto “sistema”.
Le accuse e il “sistema delle designazioni pilotate”
Al centro dell’inchiesta ci sarebbero presunte interferenze nelle designazioni arbitrali, con l’ipotesi di un meccanismo non trasparente nella scelta dei direttori di gara per le partite di Serie A e Serie B. Gli inquirenti stanno valutando l’ipotesi di concorso in frode sportiva a carico di cinque indagati, tra cui l’ex designatore Gianluca Rocchi e il supervisore Var Andrea Gervasoni.
Secondo quanto emerso dagli atti, Rocchi e Gervasoni sarebbero stati intercettati almeno dalla primavera 2025. Alcune conversazioni acquisite dagli investigatori avrebbero evidenziato riferimenti a arbitri considerati “graditi” o meno da specifici club, alimentando il sospetto di condizionamenti esterni nelle designazioni.
Tra i casi finiti sotto la lente anche episodi arbitrali specifici, come Salernitana-Modena e Inter-Roma, citati nell’ambito delle verifiche sulle decisioni Var e su presunti errori contestati.
Le denunce degli arbitri: il racconto di un sistema chiuso
Tra le testimonianze più rilevanti figura quella dell’arbitro calabrese Domenico Rocca, che ha parlato di un ambiente interno caratterizzato da presunte dinamiche di esclusione e penalizzazione per chi esprimeva critiche. Un sistema che alcuni ex direttori di gara hanno definito informalmente come “sistema Rocchi”.
Secondo quanto riportato nelle denunce, esisterebbero logiche interne di appartenenza e fedeltà, con conseguenze dirette sulle designazioni: chi si opponeva o criticava le scelte rischiava di essere progressivamente escluso dalle partite più importanti.
In un altro episodio citato nelle carte, un arbitro avrebbe subito un allontanamento dopo un contrasto interno su una direzione di gara, venendo poi progressivamente escluso dal circuito delle designazioni principali. Dalle colonne di LaC News24, un altro ex arbitro calabrese, Giovanni Luciano ha parlato di dinamiche note e tollerate nella speranza di ottenere guadagni lauti guadagni: «La maggior parte degli arbitri inseriti nel sistema conosce e accetta determinate dinamiche».
Le prossime mosse della Procura di Milano
La Procura sta ora approfondendo le numerose testimonianze raccolte, con la possibilità di nuove convocazioni di arbitri ed ex direttori di gara nelle prossime settimane. L’obiettivo è chiarire l’eventuale esistenza di un sistema strutturato di condizionamento nelle designazioni e verificare la consistenza delle accuse emerse.
L’inchiesta, ancora in fase preliminare, continua dunque ad allargarsi, con un numero crescente di segnalazioni che potrebbe ulteriormente ampliare il perimetro delle verifiche.




