Secondo quanto riferito da un’associazione animalista, la situazione sarebbe stata segnalata per circa dieci anni e sarebbe già stata oggetto di numerosi sopralluoghi. Presentati esposti contro il proprietario dell’animale e nei confronti degli agenti intervenuti
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Da circa dieci anni un cane vivrebbe all’interno di un garage di una palazzina di Corigliano Rossano, nella zona di Vico Rimembranza. Una situazione più volte segnalata da cittadini e associazioni animaliste e che, secondo quanto denunciato, sarebbe già stata oggetto negli anni di numerosi controlli da parte della Polizia locale, dei servizi veterinari dell’Asp, dei Carabinieri e dei Forestali.
Ora la vicenda approda alla Procura della Repubblica di Castrovillari, dove è stata depositata una denuncia con la richiesta di accertare eventuali responsabilità sia a carico del proprietario dell’animale sia in relazione alla condotta degli operatori intervenuti nei precedenti sopralluoghi.
Dieci anni di segnalazioni
Secondo la ricostruzione fornita dall’associazione, durante i controlli le autorità avrebbero più volte tentato di convincere il proprietario a cedere il cane o comunque a non tenerlo all’interno del garage. In alcune occasioni, sempre secondo quanto riferito, l’uomo avrebbe portato l’animale all’esterno durante il sopralluogo per dimostrare che il cane veniva regolarmente fatto uscire, salvo poi ricondurlo nel locale.
Le associazioni contestano però il fatto che, nonostante il ripetersi degli interventi, la situazione non sarebbe sostanzialmente cambiata.
Il regolamento comunale
Nel documento viene richiamato anche il Regolamento per il benessere animale n. 7 del 20 marzo 2026 del Comune, che all’articolo 6 vieta, tra l’altro, di tenere gli animali in spazi non compatibili con il loro benessere psicofisico e di isolarli in «cortili, rimesse, box o cantine».
È proprio su questo punto che l’associazione concentra le proprie contestazioni, chiedendo perché, a suo giudizio, non sia stata interrotta una condizione che ritiene incompatibile con le prescrizioni regolamentari.
«Il cane continua a vivere al buio»
Nella denuncia viene sostenuto che, nonostante sopralluoghi, segnalazioni e interventi pubblici, il cane continuerebbe a vivere prevalentemente nel garage, senza che sia possibile conoscere con quale frequenza venga portato all’esterno.
Viene inoltre segnalato il presunto smaltimento delle deiezioni dell’animale nei tombini, circostanza sulla quale l’associazione chiede ulteriori verifiche anche sotto il profilo ambientale.
Denuncia contro il proprietario e richiesta di sequestro
Alla Procura di Castrovillari è stata quindi presentata una denuncia nei confronti del proprietario affinché venga verificata l’eventuale sussistenza del reato di maltrattamento o di altre ipotesi previste dalla normativa sulla tutela degli animali.
Contestualmente è stato chiesto di valutare anche l’operato degli agenti intervenuti nel corso degli anni, con riferimento all’eventuale configurabilità dell’omissione di atti d’ufficio.
Si tratta, naturalmente, di ipotesi che dovranno essere vagliate dall’autorità giudiziaria e sulle quali, allo stato, non risultano accertamenti definitivi.
L’associazione ha infine chiesto il sequestro del cane, dichiarandosi disponibile ad assumerne gratuitamente la custodia.
L’appello alle autorità
La vicenda diventa così anche un caso più ampio sul tema della tutela degli animali da compagnia. Le associazioni chiedono controlli più incisivi e una maggiore applicazione delle norme sul benessere animale, ricordando che la detenzione di un cane non può essere ridotta alla sola disponibilità di cibo e acqua, ma deve tenere conto anche delle sue esigenze relazionali ed etologiche.
L’auspicio è che gli accertamenti della Procura possano ora chiarire definitivamente le condizioni in cui l’animale viene custodito e verificare se, nel corso degli anni, siano state commesse violazioni amministrative o penali.

