Si conclude positivamente la vicenda giudiziaria che vedeva imputati dinanzi al Giudice del Tribunale di Paola Maria Grazia Bellomusto due cittadini di Cetraro, M.P. e F.Q., entrambi difesi dall’Avvocato Emilio Enzo Quintieri del Foro di Paola. M.P. era imputato dei reati di oltraggio a pubblico ufficiale e rifiuto di fornire indicazioni sulla propria identità personale, mentre F.Q. del solo reato di rifiuto di fornire indicazioni sulla propria identità personale.

I due erano stati citati direttamente a giudizio dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Paola, Vincenzo Scardi, dopo essere stati deferiti dal Comando Stazione Carabinieri di Cetraro Marina per fatti risalenti al 14 ottobre 2023, avvenuti nella locale Piazza San Marco, nei pressi di un noto esercizio commerciale. In origine erano stati contestati anche i reati di resistenza e minaccia a pubblico ufficiale, ma già nella fase delle indagini preliminari l'altro Sostituto Procuratore della Repubblica che si occupò inizialmente del fascicolo Maria Porcelli aveva chiesto e ottenuto l’archiviazione per M.P., in ordine al reato di resistenza a pubblico ufficiale e per F.Q., in ordine ai reati di oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale.

Secondo l’accusa, M.P., in luogo pubblico e in presenza di più persone, avrebbe offeso l’onore e il prestigio di due militari appartenenti all'Arma dei Carabinieri in servizio presso la Stazione di Cetraro Marina, pronunciando frasi ritenute gravemente offensive nel momento in cui gli venivano richieste le generalità; inoltre, sia M.P. che F.Q. avrebbero rifiutato di fornire indicazioni sulla propria identità personale. Nel corso dell’udienza predibattimentale dinanzi al Giudice Maria Grazia Bellomusto, l’Avvocato Quintieri chiedeva per M.P. la definizione del procedimento con rito abbreviato allo stato degli atti, ottenendo lo stralcio della sua posizione da quella di F.Q., per il quale si procedeva con rito ordinario.

All’esito della discussione, il Pubblico Ministero d’udienza, Pierfrancesco Molinari, chiedeva per entrambi gli imputati l’assoluzione per particolare tenuità del fatto in relazione al reato di rifiuto di indicazioni sulla propria identità personale e, per M.P., la condanna a mesi due e giorni venti di reclusione per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale. La difesa concludeva chiedendo l’assoluzione piena di entrambi gli imputati perché il fatto non sussiste o non costituisce reato.

Il Giudice del Tribunale di Paola, all’esito della camera di consiglio, ha accolto in larga parte le tesi difensive, respingendo quelle del Pubblico Ministero: ha assolto M.P. e F.Q. dal reato di rifiuto di fornire indicazioni sulla propria identità personale perché il fatto non sussiste, escludendo quindi in radice la configurabilità del reato ed ha assolto M.P. perchè non punibile per particolare tenuità del fatto in relazione al reato di oltraggio a pubblico ufficiale. Le motivazioni, per M.P. saranno rese note tra novanta giorni mentre per F.Q. tra trenta giorni. Soddisfatto, per l'esito complessivo del giudizio, l'Avvocato penalista Emilio Enzo Quintieri, difensore di entrambi gli imputati.